martedì 11 dicembre 2018

“C’è vita, in un libro. La tua” - La mia esperienza per l'iniziativa di Mondadori Store




Chi mi segue dagli inizi, da quando ho aperto il mio account Instagram dedicato ai libri che poi mi ha portato ad aprire questo blog, sa quanto io ami la saga di Harry Potter.  Proprio per questo, per parlarvi di una bellissima iniziativa di Mondadori Store che ha l'obiettivo di promuovere la lettura, non potevo che scegliere una foto che mi ritrae mentre tengo tra le mani l'ultimo libro della serie, "Harry Potter e i doni della morte". 

Ad Harry Potter e a J. K. Rowling va il merito di avermi fatto appassionare alla lettura, attività che, prima di scoprire il magico mondo di Hogwarts, mi annoiava e con la quale non riuscivo ad entrare in sintonia.

La scelta del settimo libro non è casuale, perché l'ultima avventura di Harry Potter mi ha straziata e commossa, ma allo stesso tempo, mi ha dato la possibilità di salutare con un sorriso i personaggi che dopo tanti anni sentivo vicini a me come dei familiari. "Harry Potter e i doni della morte" ha segnato un punto di arrivo per la me lettrice; mi ha fatta sentire pronta a chiudere un capitolo della mia vita e ad iniziarne uno nuovo in compagnia di altre letture e di altri mondi immaginari.

Voi vi siete mai sentiti così grazie ad un libro? Sì? Allora lo potete raccontare con una foto, partecipando al concorso di Mondadori Store.

Vi lascio qui sotto tutti i dettagli.


L'iniziativa di Mondadori Store si chiama "C’è vita, in un libro. La tua" e ha l’obiettivo di valorizzare l’esperienza della lettura attraverso la voce e i volti dei lettori.



Come potete partecipare?
Vi basta scattare una foto che vi ritrae con il vostro libro preferito e postarla su Instagram con una didascalia che descriva le emozioni che vi ha suscitato la lettura. Utilizzate l'hashtag #condividiunlibro.

Il premio
I 5 contributi migliori vinceranno 1 buono Mondadori Store da 100€ da spendere in libri.


Non è una magnifica occasione per raccontare le vostre letture del cuore e parlare della bellezza dei libri?!Prendete il vostro libro preferito, impugnate i vostri smartphone e click...pubblicate su Instagram con l'hashtag #condividiunlibro e il gioco è fatto!


Buona fortuna!

venerdì 23 novembre 2018

Blogtour di "Amori Reali" di Cinzia Giorgio - L'influenza della storia sugli amori reali


A pochi mesi dall'uscita di "La piccola bottega di Parigi", Cinzia Giorgio torna a deliziare i suoi lettori con un nuovo libro che parla di amore, quello travagliato e non sempre a lieto fine di molti personaggi di stirpe reale. La scrittrice ci racconta affascinanti storie, alcune delle quali non possono far altro che farci sognare ad occhi aperti.


Trama 

I matrimoni diventano un affare di Stato quando a sposarsi è un erede al trono o una principessa. Per chi porta un nome importante, non è proprio possibile vivere lo scambio delle promesse nuziali come una questione privata, senza ritrovarsi al centro dell'attenzione mediatica. Ma è sempre stato così nel corso dei secoli? Anche i reali amano e hanno passioni tormentate. C'è chi ha avuto relazioni extraconiugali, chi non vedeva l'ora di sbarazzarsi del coniuge e chi ha lottato contro l'etichetta pur di convolare a nozze con la persona amata. Da Cesare e Cleopatra a Napoleone e Giuseppina, da Maria Antonietta a Sissi, da Wallis Simpson fino William e Kate, passando attraverso le vicende dei reali di tutta Europa, questo libro mette sotto la lente di ingrandimento i "sangue blu" più famosi nella storia nel loro lieto giorno, senza risparmiare dettagli, episodi poco conosciuti e aneddoti imbarazzanti. Perché non è tutto oro quel che luccica... anche quando si tratta di una corona!

L'influenza della storia sugli amori reali

La storia l'ha fatta spesso da protagonista negli amori raccontati nel libro di Cinzia Giorgio, e  in molti casi lo ha fatto influenzandone la nascita o la prematura fine. 
L'elenco di esempi che potrei farvi è davvero lungo, ma per non rivelarvi troppo sul contenuto di "Amori Reali", ho deciso di puntare su una storia che un po' tutti conosciamo e su un'altra di cui, invece, non si parla tantissimo al giorno d'oggi e di cui si coglie qualche eco solo quando si ricordano i fasti dell'Iran prima della rivoluzione guidata dall'ayatollah Khomeini nel 1979.
La prima è quella tra Cesare e Cleopatra. Ebbene, il loro legame, altro non fu che una ragione di Stato per entrambi; un'unione politica, basata certamente sulla reciproca attrazione, ma dominata dalla smania di potere che accecava tutti e due.
C'è poi, come vi ho anticipato, un'altra storia, quella tra Soraya e lo Scià di Persia, che mi ha colpita per l'intensità con la quale è stata vissuta e per la "tragicità" con la quale si è conclusa. Lo Scià era davvero innamorato di Soraya, ma si trovò costretto a ripudiarla perché lei non era riuscita a dargli un erede. Vi consiglio assolutamente di leggere il racconto dedicato alla loro storia: è davvero emozionante e, dalle testimonianze e dalle parole dell'autrice, traspare il sentimento profondo che legava i due protagonisti.
Vi ho detto tutto e niente, lo so. Ma non posso certo rovinarvi la lettura di "Amori Reali", perché sono fermamente convinta che ogni storia d'amore raccontata in questo volume merita tutta la nostra attenzione.
Quindi ora precipitatevi ad acquistarlo negli store online o in libreria e intanto godetevi le tappe a tema di questo blogtour!




martedì 13 novembre 2018

Recensione - "Sogniamo più forte della paura" di Saverio Tommasi


L'autore di "Siate ribelli, praticate gentilezza" è tornato con un romanzo davvero peculiare, una favola che ha qualcosa da insegnare a tutti i lettori, sia grandi che piccini.


"...le cose che vanno sempre bene sono piuttosto noiose, mentre le altre sono speciali."

Trama

Capita di rado di rendersi conto dell'ultima volta in cui si fa qualcosa. L'ultimo gelato dell'estate, l'ultimo abbraccio a un amico che poi muore o parte, l'ultima canzone che poi la serata finisce. Quando ancora vedeva le rondini volare in cielo a primavera, Filadelfia non sapeva che sarebbero state le ultime. Poi più niente. E neanche libellule, lumache, pesci nel fiume. Perché il mondo si era fatto grigio e sporco.

Filadelfia ha sedici anni. Altissima, magra, cento soprannomi che le hanno rifilato i bulli della scuola, si è appena trasferita in una nuova città, in cerca di altri colori e di giorni meno difficili.

Perché, nonostante tutto, ci prova a sognare più forte. È così che le ha insegnato suo nonno, che sa tante cose e sembra venuto, più che da un'altra epoca, da un altro pianeta. Lui, questo mondo in cui non ci si saluta più per risparmiare sulle parole e si ringhia davanti a una tastiera, non lo riconosce più. E non si dà pace per quegli alberi spogli e quel fiume logoro per gli scarichi della fabbrica di Ilvo, il principale imprenditore della zona.

Il giorno in cui il nonno sparisce, tocca a Filadelfia mettersi alla sua ricerca. E si troverà a fare molto più di questo. Si batterà per salvare tutto ciò in cui crede, senza sapere se ce la farà, ma non avendo altra scelta che provarci.

Una favola moderna che con ironia, dolcezza e un tocco di magia ci invita a non perdere la speranza di poter cambiare questo mondo malconcio.

Perché leggerlo?

Surreale e particolare sono sicuramente aggettivi che ben si prestano a descrivere il nuovo libro di Saverio Tommasi.
Ma badate bene: dietro ad un linguaggio molto semplice, quasi infantile, si nasconde un universo di parole che hanno un forte significato, perché l'intera storia altro non è che la metafora della nostra vita, di quello che sta accadendo in questo momento nel mondo. È una favola che ha una morale; per noi più grandi "Sogniamo più forte della paura" 
è un invito a riflettere sulle nostre azioni e su ciò che ci circonda, mentre per i più piccoli la lettura di questo libro può essere un'occasione per cercare di vedere la realtà da una prospettiva più matura, più ragionata, pur mantenendo una certa dose di leggerezza.
Se fossi in voi, sceglierei di leggere 
"Sogniamo più forte della paura" ai vostri figli o ai vostri nipoti, o lo regalerei loro per Natale, perché credo possa smuovere i loro animi.
Le pagine scorrono veloci e i pensieri che invadono la mente del lettore sono tanti. Diventa quasi impossibile non venire colti da un mix di emozioni che va dall'amarezza per ciò che accade di brutto nel mondo alla speranza di poter far qualcosa per rendere il mondo un posto migliore.

E anche stavolta ho la canzone giusta, guardate un po'!



Canzone contro la paura - Brunori Sas

"Le mie canzoni poco intelligenti
Che ti ci svegli la mattina e ti ci lavi i denti
Canzoni per chi non ha voglia di pensare o di ascoltare
Canzoni per dimenticare
Sono canzoni poco consistenti
Insomma canzoni come me, che non faccio più ragionamenti
Che voglio solo sensazioni, solo sentimenti
E una tazzina di caffè
Canzoni che parlano d'amore
Perché alla fine, dai, di che altro vuoi parlare?
Che se ti guardi intorno non c'è molto da cantare
Solamente una tristezza che è difficile toccare
Perciò sarò superficiale
Ma in mezzo a questo dolore
E in tutto questo rumore
Io canto un mondo che non c'è"

mercoledì 7 novembre 2018

Recensione - "Magnetic" di Sara D'Amario


Nuovo giro, nuova corsa. Oggi parliamo di "Magnetic" di Sara D'Amario, un romanzo che trovo difficoltà a ricondurre a un genere preciso perché è davvero particolare.
Ma scopriamo la trama, avrò poi modo di parlarvene nel dettaglio.


Trama

Arlo frequenta il primo anno di università, canta in un gruppo rock, è dotato di una bellezza straordinaria e tutte le ragazze stravedono per lui. Tessa ha diciassette anni e una famiglia complicata, non ama la scuola, frequenta tutti i rave della città e riconosce due regole: niente regole ed eccessi continui. Sia Tessa che Arlo sono persone fuori dalla norma, con eccezionalità tali da rendere le loro vite difficili, se non impossibili. L'unica soluzione per entrambi è isolarsi dalla realtà di tutti i giorni in un luogo lontano dal mondo. Il silenzio e la solitudine sono i loro unici compagni. Ma il destino fa incrociare i loro cammini e, nonostante l'iniziale avversione reciproca, Tessa e Arlo imparano a conoscersi sperimentando un'attrazione quasi magnetica uno per l'altra. Ma l'amore tra loro sembra irrealizzabile: qualcosa di ineluttabile e terrificante li separa. Eppure, forse una via d'uscita esiste, una dimensione in cui stare insieme sarebbe possibile, a patto però di avere il coraggio, ancora una volta, di rinascere e fidarsi ciecamente...

Perché leggerlo?

Romanzo rosa, per ragazzi, fantastico. Sono tante le categorie in cui può rientrare "Magnetic", il nuovo romanzo di Sara D'Amario, che con Fanucci Editore ha pubblicato altri due libri per adolescenti. C'è però da dire che la storia d'amore qui raccontata , forse proprio perché indirizzata ad un pubblico giovane, viene trattata in maniera molto soft, anche se pagina dopo pagina risulta evidente il forte legame che si instaura fra Arlo e Tessa. Ampio spazio viene poi dato alla componente fantastica e a quella scientifica/psicologica del racconto.
Ma veniamo ai protagonisti. Arlo, che inizialmente sembra essere un ragazzo tranquillo, col tempo viene colto da inspiegabili raptus di follia in cui diventa estremamente violento. Tessa, invece, per spirito di ribellione nei confronti dei suoi genitori, conduce una vita di eccessi. Entrambi hanno bisogno di cure e perciò vengono portati in un luogo isolato dove piano piano hanno la possibilità di conoscersi, capirsi e, inevitabilmente, unirsi. Sono due personaggi tosti, complicati e proprio per questo molto interessanti.
La lettura del libro procede velocissima e il merito è del susseguirsi degli eventi che è altrettanto rapido e spedito, e anche dello stile della D'Amario che utilizza un linguaggio molto semplice e fresco. Non mi sarebbe dispiaciuto un finale meno confuso e più romantico, ma è solo un mio pensiero e, comunque, è coerente con l'intera narrazione, dunque è perfetto anche così.
"Magnetic" è sicuramente un romanzo adatto ai più giovani, ma è possibile apprezzarlo anche se si ha qualche anno in più perché contiene spunti interessanti e intrattiene il lettore con la sua trama alquanto particolare.
Sono curiosa di conoscere il vostro parere sul romanzo, quindi immergetevi anche voi nella storia di Arlo e Tessa e fatemi sapere cosa ne pensate.
Intanto, però, date un'occhiata alle recensioni delle colleghe blogger che partecipano con me a questo review party.

Qui trovate la scheda del libro!

martedì 6 novembre 2018

Recensione - "Andiamo a vedere il giorno" di Sara Rattaro

Due ore. È il tempo che ho impiegato a leggere il nuovo romanzo di Sara Rattaro, "Andiamo a vedere il giorno", edito da Sperling & Kupfer. Si tratta di poco meno di 200 pagine che scorrono a meraviglia, grazie alla prosa chiara e diretta che contraddistingue l'autrice e alla storia lineare e dal ritmo serrato che sprona il lettore a proseguire nella lettura fino a scoprire come si concluderà la vicenda narrata.


Trama

Alice è stata una figlia modello e una perfetta sorella maggiore, quella che in famiglia cercava di tenere insieme tutti i pezzi mentre il padre stava per abbandonarli, quella che per prima ha trovato il modo di comunicare con il fratellino, nato privo di udito, e di farlo sentire «normale». Ha pensato agli altri prima che a se stessa, ha seguito le regole prima che il cuore e adesso, di fronte a una passione che ha scardinato tutti i suoi schemi e le sue certezze, si ritrova a mentire, tradire, fuggire. Ma sua madre, Sandra, non ha alcuna intenzione di lasciarla sola. Su quel volo per Parigi c'è anche lei, e insieme iniziano un viaggio che è un guardarsi negli occhi e affrontare tutti i non detti, a partire da quel vuoto che ha rischiato di inghiottire la loro famiglia tanti anni prima. Alice si illude che, ritrovando la persona che si era insinuata nelle crepe della loro fragilità, possa dare una risposta a tutti i perché che si porta dentro, magari capire ciò che sta accadendo a lei ora, vendicare il passato e punire se stessa. Le occorreranno chilometri e scoperte inattese, tuttavia, per comprendere che non è da quella ricerca che può trovare conforto. Perché una sola è la verità: la perfezione non esiste, solo l'amore conta, solo l'amore resta. E la sua famiglia, così complicata, così imperfetta, saprà dimostrarle ancora una volta il suo senso più profondo: essere presente, sempre e a ogni costo. Per continuare insieme il cammino, qualunque sia la destinazione.

Perché leggerlo?

I lettori affezionati di Sara Rattaro già conoscono i personaggi di "Andiamo a vedere il giorno"  perché hanno avuto modo di familiarizzare con loro in "Non volare via". Il nuovo libro della scrittrice, però, può essere letto senza problemi anche da chi non conosce il primo capitolo della storia. La Rattaro, infatti, senza appesantire la narrazione, è riuscita ad inserire tutti i riferimenti e le informazioni che servono al lettore per comprendere le dinamiche interne alla famiglia di Alice, la nostra protagonista.
E proprio da lei è il caso di iniziare per parlarvi del romanzo.
Alice è una ragazza che ha sempre cercato di mostrarsi impeccabile, con i suoi genitori, nei confronti di suo fratello, negli studi. Vive nell'ansia di deludere le aspettative degli altri e proprio per questo, nel momento in cui le capita di commettere un errore, di lasciarsi andare a qualcosa di disdicevole, il mondo le crolla addosso e quella parvenza di perfezione nella quale è sempre vissuta mostra tutte le sue crepe, una ad una.
Ma, si sa, la perfezione non esiste e allora mamma Sandra corre in soccorso di Alice per aiutarla a comprendere che gli errori sono una costante della vita e che bisogna sapersi perdonare e accettarsi per come si è.
Il viaggio che intraprenderanno Alice e Sandra sarà molto più di un avventura e porterà a galla tanti segreti e illuminanti rivelazioni su tutta la loro famiglia.
"Andiamo a vedere il giorno" è un racconto che è facile far proprio perché parla della debolezza umana, della nostra fallibilità. È un romanzo che insegna che non è la fine del mondo se commettiamo un errore, quello che conta davvero nella vita è l'amore delle persone che ci circondano, di quelle persone che rimangono al nostro fianco nonostante tutto, di quegli affetti che ci aiutano a rialzarci.
Sapete quale è l'unico difetto di "Andiamo a vedere il giorno"? È troppo corto! Sfido chiunque a non voler sapere di più sul futuro di Alice e Matteo e su quello di Sandra e Alberto.



Right to Be Wrong - Joss Stone

"I've got a right to be wrong
My mistakes will make me strong
I'm stepping out into the great unknown
I'm feeling wings though I've never flown
I've got a mind of my own
I'm flesh and blood to the bone
I'm not made of stone
Got a right to be wrong
So just leave me alone"

****



giovedì 18 ottobre 2018

Recensione - "La cucitrice di sogni" di Giulia Dal Mas


"La cucitrice di sogni" di Giulia Dal Mas è il nuovo emozionante capitolo della serie "Villa Matilde, la casa degli amori ritrovati", e come il primo libro "Quando fioriranno le rose" è un romanzo emozionante e appassionante, che rapisce il cuore del lettore sin dalle prime pagine.
Ma procediamo con ordine, eccovi la trama.



"Il caso non esiste, è solo uno dei tanti nomi che diamo alle nostre scelte quando non ci rendiamo conto di averle già compiute"

Trama

Celeste è una giovane ballerina classica e sta per affacciarsi a una carriera brillante, è innamorata di Luca e del loro bambino. Ma un terribile incidente la priva dei genitori adottivi: tutto il suo mondo sembra sgretolarsi, si sente smarrita e niente la entusiasma più.

Un misterioso carillon e un pezzetto di tulle sono tutto ciò che la lega alla madre naturale: quando a Siena, di fronte a una sala da tè, l’anziana Margherita la scambia per la defunta Antonia Cateni, abbandona ogni titubanza, determinata a mettere insieme i pezzi del suo passato.

Attraverso il carteggio che Margherita le dona, Celeste ripercorre la vita di Antonia, ballerina classica negli anni Cinquanta che, adorata nei teatri di Parigi e Leningrado, fu l’amante di un coreografo russo, e visse sulla sua pelle grandi successi e profonde delusioni.

A più di sessant’anni di distanza, esplorando il mondo del palcoscenico, fatto di eleganza, perfezione, invidie e gelosie, Celeste si rappacificherà con se stessa e tornerà a danzare?

Perché leggerlo?

"La cucitrice di sogni" è un romanzo che ci racconta le vicende di una donna coraggiosa, la sensibile e dolce Celeste, che in seguito ad un lutto che le porta via due delle persone più importanti nella sua vita, i genitori adottivi, decide di dedicarsi con tutta se stessa alla ricerca della verità sui suoi genitori biologici. 
Sarà un percorso difficile e doloroso non solo per la protagonista ma anche per chi la circonda; ma sarà bello ed entusiasmante per noi lettori vederla procedere passo dopo passo, indizio dopo indizio, nel percorso che la porterà a scoprire le sue origini. 
Una storia che mi ha colpito per la delicatezza con la quale è scritta, una lettura che scorre veloce e che vorresti non giungesse mai a conclusione, tanto che mi piacerebbe vedere cosa accadrà nella vita di Celeste anche dopo l'avventura narrata dalla bravissima 
Giulia Dal Mas.
Splendida anche l'ambientazione del libro: tra bellezza e arte, il mondo della danza classica trasmette emozioni uniche.
Vi consiglio, senza alcun indugio, di dedicarvi alla lettura de "La cucitrice di sogni". Sono sicura che ne rimarrete rapiti e, se non li avete ancora letti, vi farà venire voglia di scoprire gli altri lavori di Giulia, una delle autrici più promettenti e sorprendenti che opera nel panorama della narrativa italiana
.


****


mercoledì 17 ottobre 2018

Recensione - "La stanza della tessitrice" di Cristina Caboni

Cristina Caboni domani torna in libreria e regala al suo pubblico di affezionati lettori e ai nuovi ben disposti a scoprirla la sua quinta fatica, "La stanza della tessitrice".
Non ci giro intorno, vi dico fin da subito che la storia e la fantastica atmosfera che l'autrice ha saputo creare, rendono il libro davvero imperdibile.


Trama

Bellagio è il luogo dove Camilla si è rifugiata per iniziare una nuova vita. Solo qui è libera di realizzare i suoi abiti capaci di infondere coraggio, creazioni che sono ben più di qualcosa da indossare e mostrare. Ma ora è costretta ad abbandonare tutto perché Marianne, la donna che l'ha cresciuta come una madre, ha bisogno del suo sostegno. È lei a mostrarle il contenuto di un antico baule, un abito che nasconde un segreto: vicino alle cuciture interne c'è un sacchetto che custodisce una frase di augurio per una vita felice. È l'unico indizio per ritrovare la sorella che Marianne non ha mai conosciuto. Camilla non ha mai visto nulla di simile, ma conosce la leggenda di Maribelle, una stilista che, all'epoca della seconda guerra mondiale, era famosa come «Tessitrice di sogni». Nei suoi capi erano nascosti i desideri e le speranze delle donne che li portavano. Maribelle è una figura che la affascina da sempre: si dice che sia morta nell'incendio del suo atelier parigino, circondata dalle sue creazioni. Camilla non sa quale sia il legame tra Maribelle e la sorella che Marianne vuole ritrovare. Ma sa che è disposta a fare di tutto per scoprirlo. Sente che la sua intuizione è giusta: Parigi è il luogo da dove iniziare le ricerche; stoffe, tessuti e bozzetti la strada da seguire. Una strada tortuosa, come complesso è ogni filo di una trama che viene da lontano. Perché i misteri da svelare sono a ogni angolo. Perché Maribelle ha lottato per affermare le proprie idee. Perché seguirne le orme significa per Camilla scavare dentro sé stessa, dove batte un cuore che anche l'ago più acuminato non può scalfire.

Perché leggerlo?

Se già conoscete la scrittura di Cristina Caboni e amate il suo stile, "La stanza della tessitrice" sarà per voi una ulteriore conferma della capacità dell'autrice di tessere trame misteriose, appassionanti e cariche di significato. Se invece vi capiterà di conoscere Cristina con questo romanzo, state certi che sarà una fortuna perché avrete l'opportunità di innamorarvi di una storia e di personaggi che vi colpiranno nel profondo.
È giusto che aleggi il mistero sulle vicende nelle quali Camilla si troverà coinvolta, quindi lungi da me raccontarvi maggiori dettagli sui fatti narrati.
Sui personaggi, che oserei definire tutti protagonisti, data la loro grande rilevanza all'interno del complicato puzzle della storia costruita dalla Caboni, posso però esprimermi. Sono fragili, insicuri, imperfetti e proprio per questo hanno tanto da dire; è inevitabile essere ammaliati da loro e venir trascinati nel racconto delle vicissitudini che li riguardano, nella speranza che i segreti disseminati per tutto il libro vengano svelati.
Anche in "La stanza della tessitrice" è evidente il lavoro di ricerca e studio compiuto dall'autrice, non solo per quanto riguarda la conoscenza dei tessuti (a questo proposito ho trovato bellissima e molto interessante la descrizione dei vari tipi di stoffe posta all'inizio di ogni capitolo), ma anche la storia della tessitura e il mondo della moda. E da sarda, non posso che apprezzare il continuo richiamo alla nostra terra e alle leggende che la caratterizzano e la rendono così affascinante.

Vi consiglio di andare in libreria domani e regalarvi 
"La stanza della tessitrice", oppure di acquistarlo negli store online. In qualunque forma lo leggerete, l'importante è che lo facciate, perché è una bella lettura, di quelle che scaldano il cuore.

*****


giovedì 27 settembre 2018

Recensione - "L'amore è sempre in ritardo" di Anna Premoli - Review Party


Appena terminata la lettura di "L'amore è sempre in ritardo" di Anna Premoli ho subito pensato che l'autrice è finalmente tornata col botto! 

Il libro precedente, "Non ho tempo per amarti", infatti, mi era sembrato un pelino al di sotto degli standard ai quali la Premoli ha abituato noi romantiche lettrici, ma per fortuna si è ripresa benissimo.
Sarà che stavolta ci racconta la storia d'amore tanto attesa fra due personaggi che avevamo già avuto modo di conoscere tempo fa, sarà che il romanzo è ironico, dolce e divertente, ma posso affermare con certezza che "L'amore è sempre in ritardo", insieme a "Come inciampare nel principe azzurro" e "L'amore non è mai una cosa semplice", sale sul podio dei libri di Anna Premoli che più amo.




"Oh sì, sarà una guerra, lo so bene. Ma, d’altronde, c’è mai stato un solo momento tranquillo in questo sentimento?"



Trama

I primi amori sono di solito un dolce ricordo, capace di far sorridere. Non per Alexandra Tyler: Norman Morrison, il migliore amico di suo fratello Aidan, l'ha rifiutata senza tante cerimonie dopo che lei ha trascorso l'adolescenza a corteggiarlo e a comporre per lui terribili lettere d'amore in rima. Ogni volta che lo vede - anche ora che è una donna adulta e sta finendo un dottorato in Geologia alla Columbia - non riesce proprio a controllare il malumore. Le sue storie sentimentali sono state tutte un fallimento. E la colpa, secondo Alex, è proprio di Norman. Quando, stanca di incontri poco entusiasmanti, decide di prendersi una sacrosanta pausa dal complicato mondo degli appuntamenti, Norman, altrettanto stufo di pranzi tesi in casa Tyler, le propone una tregua: lasciarsi il passato alle spalle e provare a comportarsi in modo almeno amichevole. Alex non può tirarsi indietro di fronte a quella che per lei suona quasi come una sfida: trattarlo in modo cordiale in fondo non dovrebbe essere così difficile. O almeno, questo è quello che crede...

Perché leggerlo?

In genere ho sempre un personaggio preferito quando si tratta dei protagonisti di un romance, ma stavolta mi trovo in seria difficoltà nel fare una scelta perché li ho adorati entrambi, anche se per motivi totalmente diversi.
L'energia, la positività e la spontaneità di Alexandra sono ammirevoli ed è proprio il suo modo di fare che rende il racconto ancora più vivace. Norman, invece, è l'esatto opposto di Alexandra: è serio, a tratti davvero triste, e troppo razionale.
Eppure insieme sono tenerissimi; una strana coppia che funziona. Sì, ma prima che funzioni davvero, noi lettori dobbiamo sudare sette camicie (che possiamo chiedere in prestito all'ingessato Norman) e arrivare fino in Nepal...
Sarà molto piacevole incontrare di nuovo Aidan e Laurel ( i protagonisti di "È solo una storia d'amore") e vederli alle prese con il tentativo di capire qualcosa in più sul complicato rapporto che lega Alex e Norman. Ficcheranno il naso nei loro affari, ma lo faranno in modo discreto e affettuoso.
Vorrei tanto elencarvi tutto ciò che ho amato in "L'amore è sempre in ritardo", ma vi svelerei troppi dettagli. Quello che però ci tengo a dirvi è che la storia d'amore raccontata in questo romanzo sembra normale, ma si rivela straordinaria. I due protagonisti danno vita ad episodi scoppiettanti, ci portano con loro in giro per il mondo e ci ricordano che l'amore vero resiste agli anni, alle distanze e alle avversità.
Ora vi lascio, ma non prima di aver rivolto un messaggio all'autrice.
Cara Anna, si dice spesso che la Disney 
è colpevole delle aspettative troppo alte che noi ragazze ci creiamo nei confronti del genere maschile. Beh, dopo aver letto "L'amore è sempre in ritardo", vorrei smentire questa affermazione. La colpa è tutta tua! Perché, diciamocelo, anche impegnandoci, dove mai troveremo un uomo attento e carino come Norman che ci regali la prima edizione in danese di "La mia Africa"?!

Scherzi a parte, mi sembra superfluo dirvi che il nuovo romanzo di Anna Premoli è imperdibile, ma nel caso non si fosse capito dall'entusiasmo con il quale ve ne ho parlato, ve lo ribadisco!



 A Thousand Years - Christina Perri

"And all along I believed I would find you
Time has brought your heart to me
I have loved you for a thousand years
I'll love you for a thousand more"



*****
E se la mia opinione non vi basta, seguite il Review Party che è iniziato ieri e leggete tutte le recensioni



mercoledì 19 settembre 2018

Recensione di "Cercasi amore vista lago" di Virginia Bramati - Review Party


Virginia Bramati torna in libreria, e con lei anche le ragazze di Verate e una nuova simpatica protagonista, Bianca. Se avete già avuto modo di leggere i libri precedenti della scrittrice, conoscerete già il suo stile fresco e leggero e lo ritroverete anche in "Cercasi amore vista lago"; per coloro che, invece, devono ancora scoprire la scrittura di Virginia Bramati, la lettura dell'ultimo romanzo sarà sicuramente un'ottima occasione per apprezzarla appieno.


"Bianca non esistono limiti, ma solo margini di miglioramento"

Trama
Bianca Maffei: 33 anni, una laurea in architettura e una passione per i cantieri. Nonostante lavori in uno studio importante, non perde tempo in riunione con i capi, ma adora mettersi scarponcini e caschetto e andare dove le gru lavorano e i carpentieri danno forma allo spazio. Lei riesce a sentire la forma che la casa prenderà, a vederla quando ancora è fatta di pochi segni tracciati sul terreno, e questo la rende felice. Fino a che, con la crisi, non capita anche a lei di essere vittima di una “riorganizzazione”… 
Il solo lavoro che riesce a trovare è in un’agenzia immobiliare fuori città, nel paesino di Verate. 
Lascia così Milano per mettersi alle dipendenze del geometra Volpe, pittoresco individuo dalle cravatte sgargianti e dall’etica discutibile. Eppure, appena arrivata a Verate, Bianca trova per sé un incantevole abbaino con vista sul fiume, proprio sopra la mitica Osteria Moretti dove le oche bianche chiacchierano con gli avventori e basta ascoltare attentamente per sapere tutto quello che accade in paese. 
Sarà proprio lì, all’ombra della plumbago in fiore, che Bianca scoprirà che cosa cercano davvero le persone, quando “cercano casa”: e quanto pericoloso sia giocare senza scrupoli con i loro desideri. Armata solo del suo “fiuto” specialissimo, dovrà fare i conti con monolocali all’apparenza tristissimi, grandi metrature cui nessuno sembra interessato e con la terribile sensazione di essere finita in un vicolo cieco. Senza rendersi conto di essere invece partita per una grande avventura che la condurrà fino alla casa più meravigliosa che potesse immaginare…

Perché leggerlo?

Quando ho iniziato a leggere "Cercasi amore vista lago" mi aspettavo un romanzo rilassante e appassionante, ma tra le pagine ho trovato tanto di più. La Bramati, infatti, affronta un tema "scomodo" ma di grande attualità, ovvero la perdita del lavoro e tutte le sue implicazioni.
Bianca dà voce al malessere che si prova quando si vive una situazione simile e ci si trova costretti ad accettare un lavoro non all'altezza delle proprie aspettative o non in linea con i propri studi. Tutti noi, ad un certo punto della nostra vita, abbiamo affrontato un momento di crisi profonda come quello della protagonista proprio perché, come dice Bianca, "se è vero che si lavora per vivere è anche vero che il lavoro ti definisce e non solo socialmente".
Cosa fare allora? Bisogna reinventarsi e buttarsi in qualcosa di nuovo e diverso. Bianca riesce a farlo e rinasce, come lavoratrice e come donna.
Credo che poi la forza di questo libro stia nella leggerezza e nel brio della narrazione. Si parla di argomenti importanti, di sofferenza e sentimenti forti, ma in maniera delicata.
Per ciò che riguarda i personaggi, in "Cercasi amore vista lago", il nucleo centrale sono certamente le vicende di Bianca e dell'ingegner Sanna, ma quello che caratterizza il romanzo è l'intromissione continua delle ragazze di Verate e dell'intero paese negli affari dei due protagonisti. Senza i loro consigli, le loro chiacchiere e la loro ingerenza, il libro non sarebbe lo stesso. 
Infine, non è un caso che abbia deciso di parlare della storia d'amore solo nel finale di questa recensione. Ho fatto questa scelta perché volevo che comprendeste che il nuovo romanzo di Virginia Bramati è articolato e ricco di sfumature, ma vi assicuro che non delude chi in una lettura cerca un po' di romanticismo e dolcezza. Perché l'amore di Bianca e Andrea è fatto di piccoli gesti, frasi non dette e tanto sentimento...

Spero di essere riuscita a trasmettervi quanto mi sia piaciuto questo libro, quindi ora non posso far altro che invitarvi a leggerlo! Dai, sù, trasferiamoci tutti insieme nella deliziosa Verate!

domenica 16 settembre 2018

Blog Tour - "Cercasi amore vista lago" di Virginia Bramati - L'ambientazione



Il blog oggi è eccezionalmente attivo di domenica per parlarvi del nuovo libro della fantastica Virginia Bramati, "Cercasi amore vista lago", in uscita il 19 settembre per Giunti Editore.

Per la tappa del blog tour vi porterò con me nella piccola cittadina di Verate, ma prima scopriamo la trama del romanzo.



Trama

Bianca Maffei: 33 anni, una laurea in architettura e... una passione per i cantieri. Nonostante lavori da qualche anno in uno studio importante, Bianca non perde tempo in riunione con i capi ma adora mettersi scarponcini e caschetto e andare dove le gru lavorano e i carpentieri danno forma allo spazio. Bianca riesce a sentire la forma che la casa prenderà, a vederla quando ancora è fatta di pochi segni tracciati sul terreno, e questo la rende felice. Fino a che, con la crisi, non capita anche a lei di essere vittima di una "riorganizzazione"... Il solo lavoro che riesce a trovare è in un'agenzia immobiliare fuori città, nel paesino brianzolo di Verate. Lascia così il centro di Milano per mettersi alle dipendenze del geometra Volpe, pittoresco individuo dalle scarpe squadrate e dall'etica discutibile. Eppure, appena arrivata a Verate Bianca trova per sé un meraviglioso abbaino con vista fiume, proprio sopra la mitica Osteria Moretti dove le oche bianche chiacchierano con gli avventori e basta ascoltare attentamente per sapere tutto quello che accade in paese. Sarà proprio lì, all'ombra della plumbago in fiore, che Bianca scoprirà i piani di un immobiliarista senza scrupoli. Sarà proprio da lì che partirà, armata solo del suo "fiuto" segreto, per una nuova avventura che la condurrà fino alla casa più meravigliosa che potesse immaginare...

L'ambientazione: Verate
Un posto lontano dalla città in cui i ritmi sono più lenti, si respira aria buona e dove tutti conoscono tutti: Verate è proprio così. E anche se non esiste realmente, l'autrice ha tratto ispirazione dai paesini tra le colline della Brianza.

"Mi trovo a percorrere strade immerse nel verde dove abbondano corsi d’acqua, laghetti e centri pittoreschi per raggiungere infine un fiume che costeggia i campi, una leggera salita, un bosco, poi il campanile e le case; alle spalle, colline appena accennate nei colori di questo inizio d’estate. Il centro abitato si rivela poi molto curato, con strade in pavé, una sequenza di antichi palazzi borghesi, una piazza dove domina un parco su cui si affacciano edifici imponenti e molto eleganti."

Ecco, potete immaginare lo stato d'animo della protagonista alle prese con una realtà del tutto nuova rispetto a quella finora vissuta in città, a Milano. Un vero shock!

E come ogni piccolo centro che si rispetti, la vita del paese si svolge tutta intorno ad un luogo di ritrovo, in questo caso la Trattoria Moretti: tutti passano lì il loro tempo libero e vengono accolti con gentilezza dalle ragazze della famiglia Moretti.
Per conoscere meglio loro e tutti gli altri personaggi, vi lascio il link alla tappa del blog tour a loro dedicato!

E ancora, a Verate andare dalla parrucchiera comporta un lungo giro di chiacchiere sulla vita di ogni abitante e abbondanti consigli non richiesti su look da adottare. Il mercato è chiassoso ma ricco di prodotti genuini e rende Verate ancora più viva al martedì.
Infine, la macchina è praticamente inutile per gli spostamenti nel paese, ci si muove perlopiù a piedi.

Io ho adorato Verate, tanto che mi è venuta una gran voglia di visitare la Brianza.
Credo proprio che quando anche voi leggerete "Cercasi amore vista lago" avrete il mio stesso desiderio; mi raccomando, fatemi sapere se sarà così! 

Intanto continuate a seguire il blog tour, e ricordatevi che il 19 settembre vi aspetta il Review Party!




mercoledì 12 settembre 2018

Recensione - "Isola di Neve" di Valentina D'Urbano - Review Party



Dopo averne parlato nella tappa del blogtour, il giorno che attendevo da tempo è arrivato. Domani lo troverete in libreria, ma finalmente  io posso dirvi qualcosa in più su "Isola di Neve", della bravissima Valentina D'Urbano. Potete stare sereni, perché la mia recensione sarà assolutamente spoiler free, anche perché ho deciso, come ormai faccio spesso, di non raccontarvi praticamente nulla dell'intreccio narrativo e di concentrarmi sulle sensazioni che il romanzo mi ha trasmesso.



Trama

2004. A ventotto anni, Manuel sente di essere già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L’unico luogo disposto ad accoglierlo è Novembre, l'isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l’isoletta del vecchio carcere abbandonato –, Novembre sembra a Manuel il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull’isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant’anni: la storia di Andreas von Berger – violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. Del destino di Andreas e del suo prezioso e antico strumento si sa pochissimo. L’unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di una donna: Tempesta. 1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull’isola di Novembre, senza alcuna possibilità di fuggire. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. Sull’isola non si fa che parlare del nuovo prigioniero, ma la sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata sui cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, contravvenendo alle regole, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell’isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella di Andreas, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.

Perché leggerlo?

Quando ti piace tantissimo un'autrice e vieni a sapere che presto uscirà il suo nuovo romanzo, è inevitabile chiedersi se lo apprezzerai o ne rimarrai deluso, se la storia che leggerai avrà delle somiglianze con le precedenti o se l'autrice è riuscita a costruire un universo completamente nuovo in cui coinvolgere il lettore.
Con Valentina D'Urbano non ho avuto alcuna paura: ero certa che, per l'ennesima volta, mi avrebbe fatto appassionare al racconto, commuovere, arrabbiare e provare un caleidoscopio di emozioni. E avevo proprio ragione.

lunedì 10 settembre 2018

Blogtour - "La luce che resta" di Evita Greco - Responsabilità e sogni

Esce il 13 settembre per Garzanti  "La luce che resta" di Evita Greco e in questa tappa del blogtour organizzato per l'uscita del romanzo, vi parlo di un tema molto "sentito"  dal protagonista del libro, ossia la difficoltà di trovare un equilibrio fra responsabilità e sogni.
Prima di cominciare, però, date un'occhiata al calendario del blogtour e seguite tutte le tappe per conoscere meglio la storia profonda e intensa a cui ha dato vita l'autrice.





Trama

Il paesaggio scorre veloce al di là dei grandi finestrini. Come ogni giorno, Carlo è sul treno. Non è lì per andare al lavoro. È lì per seguire sua madre. Nel breve spazio che intercorre tra una fermata e l’altra del convoglio regionale, Filomena rivive il ricordo che le è più caro: un viaggio in moto, con il vento tra i capelli, stretta a quello che sarebbe diventato l’uomo della sua vita. Carlo è lì per proteggerla, per prendersi cura di lei. Come lei non è mai riuscita a fare con lui, ma come lui fa da sempre. Come si è ripromesso di fare sin da quando era bambino. Come fa ancora oggi, trent’anni dopo: la sua vita è come bloccata, frenata dal legame, troppo stretto, con la madre. Troppo radicato nelle pieghe del tempo. Fino al giorno in cui, su quel treno, Carlo incontra una donna, Cara, e la sua bambina. Qualcosa di magico le unisce. Un linguaggio unico, fatto di storie raccontate, di risate, di gesti semplici, di allegria. Tutto ciò che Carlo non ha mai vissuto, e che fa nascere in lui il desiderio di far parte di quell’amore, di riceverne anche solo un piccolo pezzo. Perché anche un piccolo pezzo può essere sufficiente. A mano a mano che i due si avvicinano, in Carlo riaffiorano sentimenti dimenticati da tempo. Sentimenti difficili da ascoltare o da negare. Eppure, proprio grazie alla dolcezza di Cara e di sua figlia, Carlo fa finalmente i conti con sua madre. Con l’infanzia che l’ha fatto diventare l’uomo che è ora. Con i suoi pregi e i suoi difetti. Ma soprattutto scopre un segreto sepolto nel passato della sua famiglia. Un segreto che, come una crepa, aprirà un varco nella sua anima per permettere alla luce di penetrarvi ancora.

Responsabilità e sogni

In "La luce che resta" la parola dovere compare molte volte; questo perché il personaggio di Carlo si sente sempre r
esponsabile per chi gli sta vicino e in dovere di fare qualunque cosa. Sensazioni e pensieri che condizionano la sua vita e gli impediscono di pensare a se stesso, alle sue aspirazioni, ai suoi sogni, alla sua felicità. 

Si fece una doccia e indossò vestiti puliti e stirati. Si sentiva il solo ad avere il dovere di essere forte.


E infatti, tra gli altri argomenti trattati nel romanzo, quello del legame tra responsabilità e sogni, è uno dei più importanti, perché a Carlo servirà del tempo (che in questo caso coincide con l'intera durata del racconto), per comprendere come gestire la sua vita e non sentire piùe su di sé tutto il peso del mondo.

Come si può dedurre dalla trama, la persona verso la quale Carlo si sente maggiormente responsabile è la madre, Filomena.

L’età adulta e l’indipendenza sono questioni che Carlo ha rimandato al periodo della sua vita in cui sua madre starà bene e lui avrà finalmente fatto il suo dovere. Che quel periodo arriverà, per lui, è una certezza in nome della quale tutto quello che lo riguarda è stato, finora, provvisorio. Sua madre starà bene, continua a dirsi, e solo allora aggiusterà tutto quello che sa di dover aggiustare, solo allora smetterà di essere precario e secondario. Nemmeno un attimo prima.
**** 
Forse nessun altro Carlo è mai esistito. È sempre stato questo, rimarrà soltanto questo: il bambino di Filomena. Sente il dovere di esserlo. Il tempo ha cambiato solo in parte la prospettiva.
Ma non sarà solo il tempo a cambiare la prospettiva dalla quale Carlo vede la sua vita; il merito sarà in gran parte di Cara e Vita, che sconvolgeranno la sua esistenza e lo aiuteranno a vedere il lato positivo delle cose e comprendere che, e per dirlo citerò Tiziano Ferro, il sole esiste per tutti.

Presto vi racconterò di quanto la lettura di "La luce che resta" sia stata emozionante, ma restano ancora due tappe del blogtour nelle quali scoprirete i 5 motivi per leggere il romanzo e il pensiero delle ragazze di Diario di un sogno che hanno avuto l'opportunità di intervistare l'autrice! Continuate a tenerci compagnia!
Copyright © Dietro ai libri. All Rights Reserved.
Blogger Template by The October Studio