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martedì 2 maggio 2017

{ Recensione } "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano

Buongiorno lettori,
iniziamo il mese di maggio con la chiacchierata su "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano, un libro di cui vi ho già parlato, grazie al blogtour ad esso dedicato (qui la mia tappa e il recap delle altre), e a cui tengo molto perché mi ha davvero emozionato.


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"Cosa vuoi fare da grande?", rispondeva sempre nello stesso modo, e cioè: "felice qualcuno".

Trama.

Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un’estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l’appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne hai mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire. Fino a quando una notte, in fuga dall’ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia, per la prima volta, sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Per la prima volta non è sola. E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi, l’amore scoppia senza preavviso. Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova. Ma la felicità a volte può durare un solo attimo. Lo scompare, e Gioia non sa dove cercarlo. Perché Lo nasconde un segreto. Un segreto che solamente lei può scoprire. Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato. E per seguirli deve imparare che il verbo amare è una parola che racchiude mille e mille significati diversi.

Perché leggerlo?

È davvero raro che io rimanga senza parole, ma dopo aver concluso la lettura del libro di Enrico Galiano, ho pensato per giorni a come ve ne avrei voluto parlare. Ma nulla, non ci sono parole per descriverlo e, dunque, mi esprimerò liberamente, senza seguire un ordine o un filo logico. 
Gioia è un personaggio che si è guadagnata un piccolo spazietto nel mio cuore, per la sua dolcezza, per il suo essere fragile e incompresa, per la sua forza e la sua intelligenza. Considerata "strana" dagli altri, io, come il mitico professor Bove e Lo, l'ho trovata perfetta. La paragonerei a un fiore di rara bellezza, quelli che è proibito cogliere, perché lei è straordinaria, con la sua sensibilità intuisce la vera essenza della vita, ne capisce il significato, anche se così giovane. Gioia è bella, e non mi riferisco all'aspetto; è una ragazza che riesce a respingere le cose brutte della sua vita e a costruirsi un mondo su misura, e nel farlo viene aiutata dalla musica e dalla fotografia.
Lo è un personaggio davvero curioso, tanto che fino all'ultimo è difficile da inquadrare, da comprendere. È indispensabile nella narrazione perché la storia con lui costituirà un momento importante per la crescita di Gioia.
"Eppure cadiamo felici" è un racconto impregnato di bellezza (capirete quanto possano essere meravigliose le parole!) e delicatezza, è una lettura che fa bene al cuore e che ci insegna a vedere il lato positivo anche nelle difficoltà davanti alle quali ci pone la vita.
Concludo invitandovi, non solo a leggere questo bellissimo romanzo, ma anche a seguire Enrico Galiano sui social, perché è un professore sui generis, di quelli "fighi" che sono rari da incontrare nella nostra carriera scolastica. È uno di quelli che ascolta, comprende, e riesce a toccare le corde del cuore delle persone.

Trovate la playlist del libro nella mia tappa, ma voglio lasciarvi con una canzone che dedicherei a chi, come Gioia, viene additato come "diverso", ma in realtà è davvero speciale!


"Don’t lose it all in the blur of the stars!
Seeing is deceiving, dreaming is believing,
It’s okay not to be okay…
Sometimes it’s hard, to follow your heart.
But tears don’t mean you’re losing, everybody’s bruising,
There’s nothing wrong with who you are!"


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giovedì 27 aprile 2017

{ BlogTour} "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano - Intervista e playlist

Buongiorno cari lettori,
oggi ospito la seconda tappa del blogtour dedicato ad un libro che mi ha colpita per la delicatezza della storia di cui parla e per il modo chiaro e diretto in cui è stato scritto. Si tratta di "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano, professore che sa come arrivare al cuore dei suoi alunni, e, ora, anche a quello dei suoi lettori!

Intervista all'autore



Sei stato nominato tra i migliori cento professori d’Italia e in “Eppure cadiamo felici” hai creato un personaggio, il professor Bove, che è l’insegnante che tutti vorremmo incontrare durante il nostro percorso scolastico. Secondo te quali sono gli elementi necessari far breccia nel cuore degli studenti?  
Non lo so se ci riesco proprio sempre, anche perché il cuore degli adolescenti è una selva oscura molto più oscura di quella di Dante. Posso solo dire che la cosa fondamentale, quella che viene prima di tutte le altre, è ascoltarli. E per ascoltarli intendo proprio mettersi lì e ascoltare quel che hanno da dire. Senza quello puoi pure scordarti di riuscire ad arrivare da qualche parte nel loro cuore.

La storia di Gioia e Lo è dolce, ma dolorosa e triste allo stesso tempo. Come ti è balenata in testa l’idea di raccontare le loro vicende?
Più che altro sono due personaggi che sono nati dentro di me, non lo so come e non lo so perché. Se devo essere sincero, per me non sono neanche due personaggi inventati ma due persone vere. Io ogni tanto con Gioia ci parlo, per dire. In ogni caso, tutto è nato quando una sera in macchina con una mia amica mi è apparsa Gioia, insieme a una domanda: come sarebbe raccontare una storia in cui uno dei due sembra quasi un fantasma che appare e scompare e non si sa bene chi è? Il mattino dopo mi sono messo al computer e ho iniziato a scrivere scrivere scrivere, i primi sette otto capitoli sono nati così, di getto, e sono anche quelli che nel corso del tempo ho cambiato meno, quelli che sono rimasti più invariati. E’ sempre un gran bel segno quando una storia parte così bene, vuol dire che è quella giusta!

Mi ha molto colpito la passione della protagonista per le parole intraducibili. Da cosa è derivata questa scelta? Quali sono le tue preferite?
Gioia odia una cosa, dei rapporti umani: che sia quasi sempre necessario “tradursi” agli altri per farsi capire. A lei piacciono quei rapporti in cui uno può essere sé stesso, dire le parole che ha in testa così come sono, senza bisogno di traduzione. E così ha questa passione per le parole intraducibili da tutte le lingue del mondo: parole che sono bellissime così, nel loro significato misterioso che racchiude a volte pagine intere di spiegazione. Le mie preferite sono “komorebi”, in giapponese la luce che filtra attraverso le foglie degli alberi e “neach-gaoil”, una parola del gaelico gallese che significa… beh, non posso dirti cosa significa perché sarebbe un piccolo spoiler. Alla fine del libro comunque trovi tutte queste parole raccolte in una sorta di estemporaneo dizionario della parole intraducibili di Gioia Spada.

La musica e la fotografia sono presenze fondamentali della mia vita, per questo mi sono ritrovata molto nel personaggio di Gioia. A tuo parere, cosa le rende così importanti?
La musica è un po’ come la scrittura, le storie: un qualcosa che trasforma in tempo perfetto, melodico, ciò che nella vita è imperfezione, tempi morti, finali scontati. Abbiamo bisogno della musica perché fondamentalmente dentro di noi vive un’anima che ha bisogno di questo tempo “diverso”, che scandisca gli attimi della nostra vita con un ritmo che dia ad essi un senso, un significato. La fotografia, invece, è magia pura, e anche qui si parla di attimi, ma di attimi che si scolpiscono su uno schermo o su una pellicola e diventano eterni: è il nostro modo di sottrarre la vita al suo fluire inesorabile. Gioia poi adora fare le foto alle persone prendendole di spalle per cogliere, di loro, l’intima essenza, la loro verità, ciò che non si può contraffare. Proprio perché lei non odia le persone come apparentemente può sembrare: odia solo le bugie.

Il tuo romanzo arriva dritto al cuore dei lettori e infonde speranza. Era questo il tuo obiettivo? Vorresti comunicare qualcosa a chi si appresta a leggerlo?

Sinceramente non avevo obiettivi, se non raccontare una storia che viveva dentro di me e dare voce alle vocine che sentivo dentro la mia testa (un po’ come i matti, suppongo). Quanto al voler comunicare qualcosa, beh, sì: volevo dare la mia personale risposta a una domanda che sono secoli che ritorna dentro libri, romanzi e saggi filosofici, e cioè l’amore è follia?”. Ecco, questo libro è una risposta di 372 pagine alla domanda “l’amore è follia?”.

Nei ringraziamenti tu stesso dici che il tuo lavoro ti da spunti per scrivere tantissime storie. Cosa ti piacerebbe raccontare prossimamente?

Ora in cantiere ho una storia che parla di tre ragazzi in fuga, è una specie di road movie di carta. C’è molta più azione rispetto a Eppure cadiamo felici, ma al tempo stesso c’è ancora il mio affetto per i ragazzi un po’ “fuori”, quelli considerati universalmente un po’ sfigati, gli outsider. Per ora mi piace raccontare loro, anche per dar loro una voce che spesso nel mondo reale forse non riescono ad avere.


Playlist


Firework -  Katy Perry

 

The Great Gig in The Sky - Pink Floyd 



Another Brick In The Wall - Pink Floyd 



Mother - Pink Floyd 



Nessun Dorma (Turandot) -  José Carreras, Placido Domingo & Luciano Pavarotti



Fix You - Coldplay



Hoppípolla - Sigur Rós



1979 - The Smashing Pumpkins 



Pigs on the Wing - Pink Floyd



 Born to Run - Bruce Springsteen



 Comfortably Numb - Pink Floyd


Wish You Were Here - Pink Floyd

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E ora che avete conosciuto l'autore, e potete affrontare la lettura con la musica nelle orecchie, non vi resta che continuare a seguirci in questo bellissimo blogtuour! Guardate il calendario! 


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