Visualizzazione post con etichetta Bambini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bambini. Mostra tutti i post

martedì 10 ottobre 2017

Perché leggere Fairy Oak: da " Capitan Grisam e l'amore" ad " Addio, Fairy Oak"

Buongiorno lettori!
Oggi vi accolgo sul blog con un post che ho deciso di trasformare in un viaggio tra i quattro misteri di Fairy Oak, i bellissimi volumi di Elisabetta Gnone che Salani ha deciso di ripubblicare quest'anno.
Qui troverete le trame, e alla fine vi spiegherò perché l'intera serie ( così come i tre romanzi precedenti) merita un posto nella vostra libreria, qualunque età abbiate!





In una grotta segreta, fra le cascate ghiacciate dall'inverno, cinque giovani amici aprono un antico baule e liberano una storia che per molti anni era stata chiusa e dimenticata! E si troveranno a mettere insieme i pezzi della storia del loro Capitano, fitta, come scopriremo, di colpi di scena. Pochi indizi, inattese scoperte e laconici ricordi aiuteranno i ragazzi a ricostruire i pezzi di un passato sepolto che a tratti appare oscuro e addirittura spaventa.


A Fairy Oak è finalmente giunta la primavera. L'aria profuma di narcisi, di giornate lunghe e di giochi. Ma anche di pioggia. E infatti piove, diluvia, grandina perfino! Per lunghi, interminabili giorni. Menomale che c'è Shirley Poppy a sollevare gli animi dei giovani del villaggio, con un nuovo, intricato mistero. Nascosto nel laboratorio di sua zia, infatti, la giovane e potentissima strega, ha trovato un ricettario molto, molto strano. Non a uova e farina si fa cenno nelle antiche pagine sgualcite, ma a spade di sale, a pezzi di cielo, a cuori di pietra e a un segreto, il Segreto del Bosco. Decisa a scoprire di cosa si tratta, Shirley coinvolge le gemelle Vaniglia e Pervinca e tutta la Banda del Capitano in una serie di mirabolanti avventure. Sarà pericoloso, i ragazzi lo sanno, ma ciò che vedranno e impareranno li ripagherà di ogni ferita e paura. Per sempre.


Succede sempre così, un giorno di settembre, qualcuno commette una stranezza più strana delle solite stranezze, e da quel momento, per un mese, a volte due, da Fairy Oak è bandita la normalità. La chiamano "La danza delle follie di stagione". È esilarante quel che avviene in quei giorni e bellissimo, perché ciascuno sembra dare davvero il meglio di sé quanto a fantasia, forza, abilità e... stravaganza. Anche gli alberi non scherzano, l'intera Valle sembra stregata. E Flox ha una teoria al riguardo: basta guardare gli occhi di chi danza per capire che... Lasciamolo dire a Flox, questo mistero lo svelerà lei, la ragazza arcobaleno, l'amica del cuore di Vi e Babù. Questa storia è dedicata a lei e all'amicizia, quella che ovunque ti volti te la ritrovi davanti e qualche volta ti lascia i lividi. E non solo sulla pelle... 


Felì è tornata a casa. Nei quindici anni che ha trascorso lontano, ha sempre scritto alle compagne rimaste a casa, descrivendo il villaggio, le bambine e tutte le incredibili avventure che viveva con loro e i loro fantastici amici. Al punto che ora le fate vogliono saperne di più, desiderano che lei racconti ancora, anzi, che non smetta mai! Chiedono altre storie, nuovi aneddoti, di sapere tutto del villaggio della Quercia Fatata e dei suoi abitanti. Felì accetta di buon grado e promette quattro nuovi racconti: le permetteranno di restare in compagnia dei suoi ricordi e di rivivere quei bellissimi giorni. Sì, ma per quanto ancora? Prima o poi dovrà separarsi dal passato e affrontare il futuro. Lei lo sa, e ora, che manca solo un racconto, sente il cuore batterle forte: riuscirà a dire addio a Fairy Oak? La sua ultima storia è intensa e commovente, e tuttavia cela un mistero, e svela una profezia...

Perché leggerli?

I libri di Elisabetta Gnone colpiscono non appena lo sguardo si posa su di loro: hanno magnifiche copertine e dentro nascondono pagine ancora più belle, ricche di meravigliose illustrazioni. E se poi ci si addentra nel magico mondo di Fairy Oak e si leggono le avventure di Vaniglia, Pervinca e dei simpatici personaggi che compongono la Banda del Capitano, si viene completamente travolti dall'atmosfera creata dall'autrice.
I volumi vengono consigliati a bambini tra gli 8 e i 10 anni, ma io li consiglierei a tutti perché le storie raccontate possono certo insegnare tanto ai più piccoli, ma agli adulti possono comunque far sognare e dimenticare la realtà per qualche ora e possono ricordare loro come ci si sente quando si è ancora spensierati e in cerca di nuove emozioni da vivere.
In ognuno dei quattro romanzi non mancano mai sentimenti positivi e lezioni di vita. Grande risalto viene dato all'amicizia e all'amore, sia esso per la natura, per la propria famiglia o per i propri cari, e ogni storia invita a non arrendersi mai di fronte alle difficoltà.
Ho trovato poi dolcissimo il forte legame fra 
Vaniglia e Pervinca, due sorelle che hanno caratteri opposti, ma che fanno tutto il possibile l'una per il bene dell'altra. 
E che dire di Felì? Si diventa tristi come lei quando si giunge all'ultimo racconto e ci si rende conto che è arrivato il momento di salutare il mondo di Fairy Oak e tutti i personaggi a cui ci eravamo affezionati e che ci hanno tenuto compagnia e fatto divertire per tanto tempo.

Ora, un po' commossa, vi lascio con alcune delle frasi che ho amato di più e vi invito a leggere tutta la serie o a regalarla a piccoli lettori in erba che sapranno sicuramente apprezzarla!


"Se l'amore che riceviamo ci rende felici e ci fa sentire vivi, se l'amore che doniamo rende felice colui o colei che lo riceve, di cos'altro dovremmo avere bisogno?" 
(Capitan Grisam e l'Amore)


"Siete mai stati in riva al mare in una tranquilla notte di primavera? Se avrete fortuna forse vedrete cose che solo in quelle occasioni si vedono. Se avrete pazienza, le vedrete di sicuro..."

(Gli incantevoli giorni di Shirley)

"Lentamente si smette di essere Magici e si smette anche di pensare come Magici. Però i ricordi restano"

(Flox sorride in autunno)

"[...] ora lo so, ogni viaggio ha un inizio e una fine, e se la fine ci induce tristezza, significa che il viaggio è stato bello, e che la nostra valigia torna piena di ricordi, per i quali è valsa la pena viaggiare"

(Addio, Fairy Oak)

mercoledì 1 marzo 2017

"Capitan Grisam e l'Amore" di Elisabetta Gnone

Buongiorno lettori, 
oggi vi parlo di un libro che, inizialmente, mi ha conquistata per le sue illustrazioni, e poi per il contenuto che sì, dovrebbe essere rivolto ai bambini, ma che riesce a rapire anche l'attenzione degli adulti. Si tratta di "Capitan Grisam e l'Amore" di Elisabetta Gnone, il primo dei quattro misteri legati alla trilogia di Fairy Oak.


"Gli animali ci insegnano che l'amore è una cosa naturale e meravigliosa e che non ha bisogno di altro che di un po' di istinto e spontaneità"

Trama.

In una grotta segreta, nascosta fra le cascate ghiacciate dall’inverno, cinque giovani amici aprono un antico baule e liberano una storia che per molti anni era stata chiusa e dimenticata, volutamente dimenticata! Un mistero avvolge il passato di colui che diceva d’essere un comandante valoroso e toccherà a Vaniglia e Pervinca e al giovane mago Grisam, alla buffa Flox, e all’intera Banda del Capitano scoprire la verità su William Talbooth. Pochi indizi, inattese scoperte e laconici ricordi aiuteranno i ragazzi a ricomporre i pezzi di un passato sepolto che a tratti appare oscuro e addirittura spaventa. Eppure, l’immagine che lentamente si ricomporrà davanti agli occhi meravigliati delle gemelle e dei loro compagni, ciò che esce dalla nebbia del mistero, sembra avere gli occhi e il sorriso dell’amore. Chi era davvero il Capitano? E da chi stava tornando quando la sua nave ha fatto naufragio davanti alle coste del villaggio fatato? E perché da quando il baule è stato aperto tutti sembrano avere una storia d’amore da raccontare? Il finale è lieto, ma non privo di sorprese e una soprattutto farà battere il cuore di Vaniglia...

Perché leggerlo?

Credo che a tutti, a volte, serva tornare un po' bambini, giocare con l'immaginazione, e questo libro è la chiave per entrare in un mondo magico, dove piccoli e adulti possono stare sereni e al sicuro dal male che li circonda.
"Capitan Grisam e l'Amore" è una bellissima avventura, appassionante e coinvolgente, dove buoni sentimenti e saggi insegnamenti la fanno da padrone e servono quasi da monito per i più grandi. 
C'è un mistero da svelare, ci sono dei "cattivi" da combattere, ma soprattutto si tratta di un percorso alla ricerca del vero significato dell'Amore.

"Il vero amore è solido come una roccia e sopravvive al tempo e alla distanza. Non lo dico io, lo sostengono i fatti"

Ho trovato adorabili tutti i personaggi sapientemente creati e caratterizzati dall'autrice: hanno tutti delle adorabili peculiarità, delle fragilità che da debolezze diventano punti di forza. 
Infine, come vi ho già accennato ciò che rende spettacolare questo volume, come i precedenti, sono le illustrazioni magnificamente curate e dai colori brillanti. Sfogliando le pagine, tra disegni in bianco e nero e colorati, sembra davvero di trovarsi nel magico mondo di Fairy Oak e difficilmente, arrivati alla fine, ci si vuole allontanare da quell'oasi di pace!





"L'amore è quella cosa misteriosa 
in fondo ai cuori 
che ti fa parte dell'eternità."



venerdì 10 febbraio 2017

"Sono cose da grandi" di Simona Sparaco

Buongiorno amici, 
è venerdì e vi voglio consigliare una splendida lettura per il weekend. 
"Sono cose da grandi" di Simona Sparaco merita tutta la vostra attenzione perché è una lettura che io paragonerei a un abbraccio: fa sentire compresi e al sicuro, e riscalda il cuore ormai reso freddo e quasi insensibile dal male che ci circonda.




Trama.

È possibile spiegare a un bambino l'esistenza del male? Con voce intensa, precisa, intima, una madre guarda dentro di sé per cercare una risposta.
«Questa lettera ha inizio nell'estate dei tuoi quattro anni. Quando le mie paure si sono schiuse davanti alle immagini di una strage. Poco dopo la Terra ha tremato. E anche io sono stata contagiata da quel tremore, perché l'ho avvertito in te.»

Un giorno, davanti alla televisione, per la prima volta Simona riconosce negli occhi del figlio la paura. E non è la paura catartica delle fiabe, è quella suscitata dalla violenza del mondo. La frase usata fino ad allora per proteggerlo «sono cose da grandi» non funziona più. Così decide di rivolgersi a lui, con semplicità, per dirgli ciò che sulla paura ha imparato. Ma anche per raccontargli la dolcezza di una vita quotidiana a due, tra barattoli pieni di insetti e scatole magiche dove custodire i propri desideri. Scrivendogli scopre la propria fragilità, e in questa fragilità, paradossalmente, una forza. In questo tempo incerto e minaccioso, una madre prova a decifrare il mondo per suo figlio, reinventandolo attraverso i giochi e le storie che crea ogni giorno per lui.

Perché leggerlo?

Mi sono presa la briga di contare quanti segnapagina ho usato in questo libro. Sono 10 e mi ricordano che ho sottolineato altrettante frasi che mi hanno colpita e commossa. Sì, perché sin dalle prime pagine del libro, i miei occhi si sono riempiti di lacrime pensando al bene sconfinato che una mamma prova per il proprio figlio.
In questo libro Simona Sparaco mostra i limiti che ognuno di noi ha; parla di paure, amore, vita, famiglia, desideri e coraggio, ma anche degli errori che, inevitabilmente, si commettono. 
È uno sfogo nel quale ci possiamo riconoscere tutti e, leggendolo, viene voglia di circondare l'autrice in un tenero abbraccio e rassicurarla sul fatto che andrà tutto bene. Per lei, per Diego e per noi.
Ho amato la scrittura di Simona perché sembra quasi di ritrovarsi in una delle tante storie che lei inventa per suo figlio Diego, per spiegargli come va il mondo: è un linguaggio semplice, ma allo stesso tempo disarmante.
In "Sono cose da grandi" è racchiusa quella che per me è la chiave di lettura della vita intera: l'amore. 

L'amore, invece, è una sorta di convertitore. Un laser che ingigantisce tutto e ci rende capaci di gesti enormi. Come la solidarietà espressa attraverso qualsiasi forma di aiuto. O gli abbracci in cui riprendi fiato. Le schegge di memoria che donano un perché al nostro vivere, e anche al morire.

Tutti noi dobbiamo ricordarci, e ricordare ai nostri figli, che questo sentimento puro e bellissimo illumina la nostra esistenza e rende sopportabili i momenti di dolore. 
È l'amore che spinge i volontari a prendersi cura dei terremotati, è l'amore che guida i soccorritori che aiutano i migranti. È sempre l'amore a tenere unito ogni tipo di famiglia (ho adorato le pagine che l'autrice ha dedicato al tema!) e a renderci capaci di diventare le persone che abbiamo sempre voluto essere. 
E, infine, è con le unghie e con i denti che dobbiamo difendere l'amore per la vita, che rischia di essere oscurato dalle violenze e dagli attentati che minacciano di paralizzare la nostra quotidianità. 

Il libro di Simona Sparaco è uno di quelli da avere nella propria libreria, da rileggere ogni volta che la nostra fiducia nel mondo viene meno.

E la scelta musicale non è casuale...



I hear babies cry
I watch them grow
They'll learn much more
Than I'll never know
And I think to myself
'What a wonderful world!'
Yes, I think to myself
'What a wonderful world!'


Copyright © Dietro ai libri. All Rights Reserved.
Blogger Template by The October Studio