Visualizzazione post con etichetta Parigi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Parigi. Mostra tutti i post

lunedì 28 novembre 2016

"Nebbia sul ponte di Tolbiac" di Léo Malet

Buongiorno lettori,
perdonate la latitanza di questo periodo, ma lo studio non mi lascia molto tempo libero.
Da questa settimana però ritorno alla carica con nuove letture, e tenetevi pronti per un dicembre ricco di tante chiacchiere "librose"!
Ma veniamo al libro di cui vi parlo oggi, "Nebbia sul ponte di Tolbiac"  di Léo Malet (Fazi editore). Se siete lettori di Thriller Nord magari avete letto la tappa del blogtour curata da me che riguardava l'ambientazione, ma se l'avete persa, la trovate qui. 




Trama.

Quando Nestor Burma riceve una misteriosa richiesta d’aiuto dall’ospedale della Salpêtrière, si precipita sul posto a dare un’occhiata.
Ma è troppo tardi: Abel Benoit, un vecchio anarchico, è morto prima di poter parlare con lui. 
Cosa aveva da dirgli? 
E perché il mondo dell’anarchismo parigino, con il quale Burma è stato intimamente coinvolto, non è più quello di una volta? 
Che fine hanno fatto i suoi vecchi amici? 
Forse qualche indizio può fornirlo Bélita Moralés, seducente gitana che a sua volta nasconde tanti segreti e ha alle spalle una vicenda familiare dai risvolti inaspettati. 
O forse la pista giusta è legata a un altro caso: la scomparsa, avvenuta nel 1936 nei dintorni del ponte di Tolbiac, di una grossa somma di denaro. 
È un’inchiesta dura e dolorosa, quella che attende Nestor Burma. 
Ed è ambientata nel XIII arrondissement, il quartiere dove ha trascorso la sua adolescenza misera ma ricca d’ideali: un luogo pieno di ricordi, dove il passato spunta fuori all’angolo di ogni strada. 
Un’indagine durante la quale si imbatterà nell’amore e nella morte e dalla quale uscirà scosso come non mai.
Nebbia sul ponte di Tolbiac è unanimemente considerato il capolavoro di Léo Malet, e le sue sono pagine fra le più felici del noir europeo.

Perché leggerlo?

È merito della mia professoressa del ginnasio se mi sono appassionata al noir francese iniziando a leggere i romanzi di Simenon. Da quel momento ho capito che un giallo, per piacermi, deve essere abbastanza breve, non si deve dilungare in descrizioni che allontanano il lettore dal focus della narrazione e deve avere come protagonista un personaggio dal carattere forte, che ha molto da raccontare.
Ho ritrovato tutte queste caratteristiche in “Nebbia sul ponte di Tolbiac” e non mi stupisce affatto che Léo Malet sia considerato, insieme a Simenon, uno dei maggiori esponenti del romanzo poliziesco in lingua francese.
Per parlarvi del suo racconto devo darvi qualche informazione sull’autore, perché ha messo molto di sé nel protagonista, l’investigatore privato Nestor Burma.
Il giovane Malet infatti venne introdotto dal pacifista André Colomer negli ambienti anarchici di Parigi, ossia quelli che fanno da sfondo alle vicende narrate nel libro. 
Nel corso degli anni si allontanò dal movimento, e questa sua esperienza ricalca esattamente quella di Nestor Burma, costretto a fare un tuffo nel passato a causa della morte di un suo vecchio “compagno”.
La trama, all’apparenza semplice, nasconde invece degli intrecci interessanti e riesce a coinvolgere il lettore.
Ma al di là dell’indagine, io ho amato soprattutto i personaggi del libro. In primis Burma perché è un investigatore acuto, intelligente e dotato di una grande ironia. Pare un uomo duro, tutto d’un pezzo, e invece nasconde un lato profondamente umano che si rivela al lettore quando lui corre in soccorso di Bélita Moralés, la gitana amica di Abel Benoit, la vittima.
Anche Bélita è una figura particolare perché si presenta come una donna fiera e coraggiosa, celando il suo animo fragile e un passato davvero doloroso.
Infine, considero il XIII arrondissement un altro “protagonista” di questa storia perché, oltre al fatto che il Ponte di Tolbiac da il titolo al libro, l’ambientazione è fondamentale per il lettore stesso, il quale, pagina dopo pagina, si ritrova a vagare insieme a Nestor Burma per le strade di Parigi, tra il freddo e la nebbia.
Consiglio “Nebbia sul ponte di Tolbiac” a tutti coloro che amano i gialli classici, i noir, e le storie avvincenti ma dai ritmi più rilassati rispetto a quelli a cui i thriller di oggi ci hanno abituato.


lunedì 4 aprile 2016

"Lei & lui" di Marc Levy

Ero al liceo quando mi capitò fra le mani "Se solo fosse vero", e fu subito amore per Marc Levy e le sue storie sempre particolari. 
Stavolta, complice una copertina fantastica e il fatto che il protagonista fosse una vecchia conoscenza, non potevo non dedicare qualche ora alla lettura di "Lei & Lui", una storia d'amore di una finezza e delicatezza uniche.



"Le pene d'amore fanno un male cane, ma la vera infelicità è quando la vita diventa un deserto"

Trama

Lui è Paul Barton, americano, vive a Parigi da molti anni in attesa che il successo bussi alla sua porta: scrittore poco soddisfatto del proprio lavoro, ha raggiunto la popolarità solo nella Corea del Sud, dove ha conosciuto la sua traduttrice, cui lo unisce un complicato amore intermittente. Lei è Mia, attrice inglese scappata a Parigi da un’amica che conosce il potere consolatorio della cucina: un rifugio sicuro per una donna delusa e schiacciata da una vita che non la soddisfa più. Le strade di Paul e Mia si congiungono in maniera imprevista grazie ai rispettivi amici, che un po’ per gioco e un po’ per affetto li iscrivono a loro insaputa a un sito di incontri. Inizia un’amicizia a tinte colorate, sempre sul punto di trasformarsi pericolosamente in altro, costellata di episodi romantici, buffi ed esilaranti. Tra chiacchiere nei caffè e passeggiate nelle piazze di Montmartre, dove le atmosfere sprigionano tutta la loro magia, Paul guida Mia attraverso una Ville Lumière spesso poco conosciuta, alla scoperta di incantevoli angoli nascosti e inedite prospettive sulla città. 

Il mio pensiero

Questo libro è veramente romantico, ma non pensate di trovare al suo interno frasi particolarmente sdolcinate o gesti eclatanti. Quello che lo rende speciale è il modo in cui nasce l'amore fra i due protagonisti. Certo, l'ambientazione aiuta, dato che immaginare Paul e Mia a Parigi, fa immediatamente apparire un'espressione sognante sul viso del lettore.
Levy ha due grandi qualità che in questo romanzo sono molto evidenti. Il suo stile è molto personale, e infatti il racconto è narrato da una voce esterna, e, cosa che mi ha molto colpito, i protagonisti si danno del lei per gran parte del libro. In teoria questo dovrebbe dare il senso di distanza tra i due,  ma nella realtà, ci si accorge immediatamente dell'intimità che si crea tra di loro.
In secondo luogo, l'autore crea dei personaggi che funzionano: tutti, dai protagonisti ai personaggi minori, hanno quel qualcosa che li rende indispensabili nella narrazione.
Paul è uno scrittore comico, goffo e insicuro, ma estremamente sincero. Ha un bellissimo rapporto di amicizia con Arthur e Lauren, una coppia veramente vivace, che vi risulterà familiare se avete letto "Se solo fosse vero", dato che ne sono i protagonisti.  
Mia è un'attrice che ha bisogno di ritrovare se stessa, dopo aver subito una brutta delusione amorosa. 
I due si incontrano in un modo singolare e da lì nasce un rapporto altrettanto bizzarro. Più la loro amicizia va avanti e più cercano di negare l'evidenza, in particolar modo Mia, che ha una grande paura di dimostrare quel coraggio che invidia tanto ai personaggi che interpreta al cinema.
"Lei & Lui" è una storia d'amore sì, ma come vi ho accennato all'inizio, non è affatto banale. Marc Levy tra comicità e romanticismo, accenna all'attualità e ad una situazione drammatica come quella della Corea. 
Così il lettore arriva all'ultima pagina con il sorriso, e qualche pensiero sul mondo che lo circonda, il che non fa mai male!





Copyright © Dietro ai libri. All Rights Reserved.
Blogger Template by The October Studio