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martedì 13 novembre 2018

Recensione - "Sogniamo più forte della paura" di Saverio Tommasi


L'autore di "Siate ribelli, praticate gentilezza" è tornato con un romanzo davvero peculiare, una favola che ha qualcosa da insegnare a tutti i lettori, sia grandi che piccini.


"...le cose che vanno sempre bene sono piuttosto noiose, mentre le altre sono speciali."

Trama

Capita di rado di rendersi conto dell'ultima volta in cui si fa qualcosa. L'ultimo gelato dell'estate, l'ultimo abbraccio a un amico che poi muore o parte, l'ultima canzone che poi la serata finisce. Quando ancora vedeva le rondini volare in cielo a primavera, Filadelfia non sapeva che sarebbero state le ultime. Poi più niente. E neanche libellule, lumache, pesci nel fiume. Perché il mondo si era fatto grigio e sporco.

Filadelfia ha sedici anni. Altissima, magra, cento soprannomi che le hanno rifilato i bulli della scuola, si è appena trasferita in una nuova città, in cerca di altri colori e di giorni meno difficili.

Perché, nonostante tutto, ci prova a sognare più forte. È così che le ha insegnato suo nonno, che sa tante cose e sembra venuto, più che da un'altra epoca, da un altro pianeta. Lui, questo mondo in cui non ci si saluta più per risparmiare sulle parole e si ringhia davanti a una tastiera, non lo riconosce più. E non si dà pace per quegli alberi spogli e quel fiume logoro per gli scarichi della fabbrica di Ilvo, il principale imprenditore della zona.

Il giorno in cui il nonno sparisce, tocca a Filadelfia mettersi alla sua ricerca. E si troverà a fare molto più di questo. Si batterà per salvare tutto ciò in cui crede, senza sapere se ce la farà, ma non avendo altra scelta che provarci.

Una favola moderna che con ironia, dolcezza e un tocco di magia ci invita a non perdere la speranza di poter cambiare questo mondo malconcio.

Perché leggerlo?

Surreale e particolare sono sicuramente aggettivi che ben si prestano a descrivere il nuovo libro di Saverio Tommasi.
Ma badate bene: dietro ad un linguaggio molto semplice, quasi infantile, si nasconde un universo di parole che hanno un forte significato, perché l'intera storia altro non è che la metafora della nostra vita, di quello che sta accadendo in questo momento nel mondo. È una favola che ha una morale; per noi più grandi "Sogniamo più forte della paura" 
è un invito a riflettere sulle nostre azioni e su ciò che ci circonda, mentre per i più piccoli la lettura di questo libro può essere un'occasione per cercare di vedere la realtà da una prospettiva più matura, più ragionata, pur mantenendo una certa dose di leggerezza.
Se fossi in voi, sceglierei di leggere 
"Sogniamo più forte della paura" ai vostri figli o ai vostri nipoti, o lo regalerei loro per Natale, perché credo possa smuovere i loro animi.
Le pagine scorrono veloci e i pensieri che invadono la mente del lettore sono tanti. Diventa quasi impossibile non venire colti da un mix di emozioni che va dall'amarezza per ciò che accade di brutto nel mondo alla speranza di poter far qualcosa per rendere il mondo un posto migliore.

E anche stavolta ho la canzone giusta, guardate un po'!



Canzone contro la paura - Brunori Sas

"Le mie canzoni poco intelligenti
Che ti ci svegli la mattina e ti ci lavi i denti
Canzoni per chi non ha voglia di pensare o di ascoltare
Canzoni per dimenticare
Sono canzoni poco consistenti
Insomma canzoni come me, che non faccio più ragionamenti
Che voglio solo sensazioni, solo sentimenti
E una tazzina di caffè
Canzoni che parlano d'amore
Perché alla fine, dai, di che altro vuoi parlare?
Che se ti guardi intorno non c'è molto da cantare
Solamente una tristezza che è difficile toccare
Perciò sarò superficiale
Ma in mezzo a questo dolore
E in tutto questo rumore
Io canto un mondo che non c'è"

martedì 6 novembre 2018

Recensione - "Andiamo a vedere il giorno" di Sara Rattaro

Due ore. È il tempo che ho impiegato a leggere il nuovo romanzo di Sara Rattaro, "Andiamo a vedere il giorno", edito da Sperling & Kupfer. Si tratta di poco meno di 200 pagine che scorrono a meraviglia, grazie alla prosa chiara e diretta che contraddistingue l'autrice e alla storia lineare e dal ritmo serrato che sprona il lettore a proseguire nella lettura fino a scoprire come si concluderà la vicenda narrata.


Trama

Alice è stata una figlia modello e una perfetta sorella maggiore, quella che in famiglia cercava di tenere insieme tutti i pezzi mentre il padre stava per abbandonarli, quella che per prima ha trovato il modo di comunicare con il fratellino, nato privo di udito, e di farlo sentire «normale». Ha pensato agli altri prima che a se stessa, ha seguito le regole prima che il cuore e adesso, di fronte a una passione che ha scardinato tutti i suoi schemi e le sue certezze, si ritrova a mentire, tradire, fuggire. Ma sua madre, Sandra, non ha alcuna intenzione di lasciarla sola. Su quel volo per Parigi c'è anche lei, e insieme iniziano un viaggio che è un guardarsi negli occhi e affrontare tutti i non detti, a partire da quel vuoto che ha rischiato di inghiottire la loro famiglia tanti anni prima. Alice si illude che, ritrovando la persona che si era insinuata nelle crepe della loro fragilità, possa dare una risposta a tutti i perché che si porta dentro, magari capire ciò che sta accadendo a lei ora, vendicare il passato e punire se stessa. Le occorreranno chilometri e scoperte inattese, tuttavia, per comprendere che non è da quella ricerca che può trovare conforto. Perché una sola è la verità: la perfezione non esiste, solo l'amore conta, solo l'amore resta. E la sua famiglia, così complicata, così imperfetta, saprà dimostrarle ancora una volta il suo senso più profondo: essere presente, sempre e a ogni costo. Per continuare insieme il cammino, qualunque sia la destinazione.

Perché leggerlo?

I lettori affezionati di Sara Rattaro già conoscono i personaggi di "Andiamo a vedere il giorno"  perché hanno avuto modo di familiarizzare con loro in "Non volare via". Il nuovo libro della scrittrice, però, può essere letto senza problemi anche da chi non conosce il primo capitolo della storia. La Rattaro, infatti, senza appesantire la narrazione, è riuscita ad inserire tutti i riferimenti e le informazioni che servono al lettore per comprendere le dinamiche interne alla famiglia di Alice, la nostra protagonista.
E proprio da lei è il caso di iniziare per parlarvi del romanzo.
Alice è una ragazza che ha sempre cercato di mostrarsi impeccabile, con i suoi genitori, nei confronti di suo fratello, negli studi. Vive nell'ansia di deludere le aspettative degli altri e proprio per questo, nel momento in cui le capita di commettere un errore, di lasciarsi andare a qualcosa di disdicevole, il mondo le crolla addosso e quella parvenza di perfezione nella quale è sempre vissuta mostra tutte le sue crepe, una ad una.
Ma, si sa, la perfezione non esiste e allora mamma Sandra corre in soccorso di Alice per aiutarla a comprendere che gli errori sono una costante della vita e che bisogna sapersi perdonare e accettarsi per come si è.
Il viaggio che intraprenderanno Alice e Sandra sarà molto più di un avventura e porterà a galla tanti segreti e illuminanti rivelazioni su tutta la loro famiglia.
"Andiamo a vedere il giorno" è un racconto che è facile far proprio perché parla della debolezza umana, della nostra fallibilità. È un romanzo che insegna che non è la fine del mondo se commettiamo un errore, quello che conta davvero nella vita è l'amore delle persone che ci circondano, di quelle persone che rimangono al nostro fianco nonostante tutto, di quegli affetti che ci aiutano a rialzarci.
Sapete quale è l'unico difetto di "Andiamo a vedere il giorno"? È troppo corto! Sfido chiunque a non voler sapere di più sul futuro di Alice e Matteo e su quello di Sandra e Alberto.



Right to Be Wrong - Joss Stone

"I've got a right to be wrong
My mistakes will make me strong
I'm stepping out into the great unknown
I'm feeling wings though I've never flown
I've got a mind of my own
I'm flesh and blood to the bone
I'm not made of stone
Got a right to be wrong
So just leave me alone"

****



mercoledì 5 settembre 2018

Recensione - "Un tè tra le stelle" di David M. Barnett



"
Un tè tra le stelle" di David M. Barnett è, da qualche settimana, uno dei libri che tengo sul comodino, sempre a "portata di occhi". Perché, lo ammetto, tra le mie tante strane abitudini da lettrice, c'è anche quella di sfogliare i libri che ho già letto e, prima di dormire, rileggerne alcuni passi che mi hanno particolarmente emozionato. Il libro di Barnett è arrivato in libreria ieri per Sperling & Kupfer ed è da quando l'ho terminato che fremevo dalla voglia di parlarvene. Perché? 

Continuate a leggere per scoprirlo!
Prima, però, ci tengo a chiarire che, nonostante la cover "romantica", non si tratta di un romance. "Un tè tra le stelle" è, sì, un romanzo che parla d'amore, ma in una dimensione più generale, inteso come amore per la vita e per gli altri.



"Che cosa ho fatto, in fondo? Ti ho dato solo false speranze", ribatte Thomas.
"Sempre meglio che non averne, di speranze", commenta James sottovoce. "Secondo me non sei quello che dici di essere. Avrai pur fatto felice qualcuno, no?"

Trama

Tom Major odia l’umanità. Odia suo padre. Odia la sua vita. Ecco perché si è autocandidato per quel viaggio su Marte in solitaria promosso dall’Agenzia spaziale britannica: per almeno vent’anni sarà lontano dagli esseri umani e dai loro problemi, potrà sorseggiare il tè tra le stelle in santa pace, dedicandosi alla musica e alle parole crociate.
Un giorno, tuttavia, un banale errore nella connessione telefonica spazio-Terra lo mette casualmente in contatto con la signora Gladys, che con i suoi 71 anni e un principio di Alzheimer è l’unica famiglia che resta ai suoi due nipoti, l’adolescente Ellie e il piccolo James, che cercano di nascondere ai servizi sociali la demenza sempre più evidente della nonna, per non essere affidati a degli sconosciuti.
Una telefonata dopo l’altra, Thomas diventerà una sorta di angelo custode spaziale per questa famiglia strampalata, pronto a guidarla tra le difficoltà della vita. E proprio grazie alle stranezze di Gladys, alla determinazione di Ellie e alla genialità di James, Thomas non sarà più l’uomo cinico e scorbutico che aveva abbandonato la Terra per dimenticare tutto e tutti. Scoprirà che la vita vale la pena di essere condivisa sempre e che tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci aspetti a casa, anche al di là delle stelle.

Perché leggerlo?

Le storie che coinvolgono bambini, anziani e persone dall'apparente cuore di pietra mi fanno sempre un certo effetto, e quando ho iniziato a leggere "Un tè tra le stelle" ero sicura che avrei avuto bisogno di qualche fazzoletto e di godermi il romanzo in solitudine, libera di dare sfogo alle mie emozioni. Così è stato, ma ne è valsa la pena perché mi sono goduta ogni singola pagina di questo libro. 
Una lettura che mi è piaciuta non solo perché sono una persona molto emotiva e sensibile, ma perché Tom, Gladys e i suoi nipoti sono dei personaggi dai quali non si può fare a meno di essere colpiti. È, infatti, con passione che si seguono le vicende di questo eterogeneo gruppo di protagonisti e si è partecipi delle loro conquiste e delle loro sconfitte. 
E se fin dal primo momento, la scelta di Tom di andare su Marte per stare in completa solitudine, ci appare come una pazzia, a poco a poco, andando avanti nel racconto, comprendiamo le sue ragioni e siamo testimoni del suo cambiamento interiore che avviene grazie all'arrivo, nella sua vita, di James, Ellie e Gladys. Per Tom "l'incontro" con loro tre sarà solo l'inizio di un percorso che lo porterà a fare i conti col passato e a riscoprire la capacità di amare che è insita in ognuno di noi.
"Un tè tra le stelle" è un romanzo delicato, che non ha bisogno di grandi colpi di scena e di tragedie per far breccia nel cuore di chi lo legge. Contano le relazioni tra i personaggi, i loro sentimenti, le loro riflessioni: è per questo che è così facile sentire vicina una storia come quella raccontata da Barnett. E proprio il modo in cui l'autore narra i fatti e dà voce a Tom e a quella che diventerà la sua singolare famiglia è un altro dei punti di forza del libro; un racconto in terza persona che non crea distacco, ma che, anzi,  contribuisce a darci una visione più ampia della storia.
Le lodi per 
"Un tè tra le stelle" non si esauriscono qui però. C'è un'ultima cosa per la quale vi consiglio la lettura di questo romanzo: le canzoni e i riferimenti alla cultura pop. Bellissimi!


A questo proposito, ecco un piccolo assaggio di quello che potrete gustarvi...



"There’s a starman waiting in the sky"
Starman - David Bowie

lunedì 2 luglio 2018

Recensione - "The Player" di Vi Keeland

Buongiorno lettrici!
State già pensando alle vacanze estive e vi state chiedendo che letture portare con voi e gustare sotto l'ombrellone? Beh, ho un bel consiglio: "The Player" di Vi Keeland!




Trama
La prima volta che Delilah incontra il famoso quarterback Brody Easton è nello spogliatoio maschile, al termine di un a partita. È la sua prima intervista come giornalista sportiva professionista. Figlia di un famoso giocatore di football, Delilah è praticamente cresciuta in questo mondo, eppure quando l’atleta già alla prima domanda decide di mettersi a nudo, letteralmente, lasciando cadere l’asciugamano che lo copre, non sa che fare. A farla sentire in difficoltà non è tanto la statuaria bellezza, quanto l’atteggiamento di Brody che, fin da subito, inizia a flirtare con lei. Ma Delilah non esce con i giocatori. O meglio, non con quel tipo di giocatore: di bell’aspetto, forte, arrogante, che vive di vittorie e conquiste. E Brody Easton è un vero giocatore.

Perché leggerlo?

Delilah e Brody sono destinati a stare insieme, è palese fin dal loro primo incontro. E lo confermano le loro schermaglie, il modo in cui flirtano e ciò che si dicono. Quindi se adorate i romance e cercate una lettura piacevole, "The player" fa al caso vostro perché non è un libro in cui il dramma è il tema preponderante, anche se...
Non dico nulla, tranne che il romanzo della Keeland non fa soltanto sorridere e desiderare  di innamorarsi di un giocatore di football bello come il sole, simpatico e leale. No, c'è molto di più e verrà a galla pagina dopo pagina, insieme ai segreti del passato di entrambi i protagonisti, alle loro paure e al loro dolore.
Se avete già avuto modo di apprezzare la scrittura di Vi Keeland, saprete che lo schema narrativo che vi ho descritto è quasi un tratto distintivo delle opere dell'autrice, ma questo non rende certo i suoi romance monotoni. Anzi, la Keeland è sempre capace di presentarci  bei personaggi, che nel caso di "The Player" abbiamo la possibilità di conoscere nel profondo grazie al fatto che la storia è narrata dal doppio punto di vista di Delilah e di Brody. 

Sono come un cattivo odore, prima o poi ci fai il naso.»
«Affascinante.»


Una delle tante battute del romanzo, che però è anche pieno zeppo di dolcezza.

«Ti va di parlarne?»
«Per niente.»
Mi sorprese quando mi attirò a sé e mi baciò sulla fronte.
«Okay. Ne parleremo quando sarai pronta.»

Semplici esempi per farvi comprendere che leggendo "The Player", vi ritroverete fra le mani una bellissima storia d'amore, che non mancherà di strapparvi un sorriso e magari qualche lacrima, e che vi porterà ad attendere con impazienza una nuova storia targata Vi Keeland. E a questo proposito, il 26 giugno è uscito "Beautiful mistake"...siete avvisate!

E ora, come al solito, musica!



 Rock Bottom - Hailee Steinfeld ft. DNCE

You get under my skin
More than anyone’s ever been
But when we lay in bed
You hold me harder till I forget that

You hate me now and I feel the same way
You love me now and I feel the same way
We scream and we shout
And make up the same day, same day




lunedì 4 giugno 2018

A Giugno Vi Keeland torna in libreria grazie a Sperling & Kupfer!

Care lettrici,
sono felice di annunciare che questo mese avremo il piacere di poter leggere nuove romantiche storie narrate dalla penna di Vi Keeland!

Qualche mese fa vi ho parlato di Bossman e di quanto mi fosse piaciuto ( e mi avesse commosso) e il 12 giugno sarà di nuovo in libreria in una nuova edizione in brossura, al prezzo speciale di 9,90€. Qui, se siete curiose, trovate la mia recensione.
Ma non è finita, perché questa uscita, verrà seguita da quella di due inediti: The player,  sempre il 12 giugno, e Beautiful mistake, il 26 giugno.


Curiose di scoprire le trame? Eccole qui!



THE PLAYER 
pp. 332 – euro 9,90

La prima volta che Delilah incontra il famoso quarterback Brody Easton è nello spogliatoio maschile, al termine di un a partita. È la sua prima intervista come giornalista sportiva professionista. Figlia di un famoso giocatore di football, Delilah è praticamente cresciuta in questo mondo, eppure quando l’atleta già alla prima domanda decide di mettersi a nudo, letteralmente, lasciando cadere l’asciugamano che lo copre, non sa che fare. A farla sentire in difficoltà non è tanto la statuaria bellezza, quanto l’atteggiamento di Brody che, fin da subito, inizia a flirtare con lei. Ma Delilah non esce con i giocatori. O meglio, non con quel tipo di giocatore: di bell’aspetto, forte, arrogante, che vive di vittorie e conquiste. E Brody Easton è un vero giocatore.

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BEAUTIFUL MISTAKE 
pp. 332 – euro 9,90

Quando Rachel incontra per caso, nel pub dove lavora come cameriera la sera, l’uomo che ha ammaliato la sua migliore amica, senza però mai menzionare il fatto di essere sposato, lei proprio non riesce a nascondere il suo disappunto. E gli vomita addosso chiaramente quello che pensa di lui e di tutti quelli come lui: bugiardi, imbroglioni ed egocentrici. Peccato che ci sia stato un errore e l’affascinante uomo in questione non sia quello giusto. Rachel vorrebbe scomparire. Per fortuna le probabilità di rivederlo sono pressochè nulle. In teoria. Perché, quando il mattino dopo Rachel arriva in università per affrontare la sua prima lezione come assistente del professor Caine West, lui altri non è che la vittima della sua scenata.

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E per rinfrescarvi la memoria...


È durante il peggior appuntamento della sua vita che Reese incontra per la prima volta Chase Parker. 
Lei è nascosta nel corridoio del bagno di un ristorante e sta disperatamente chiamando la sua migliore amica perché la salvi da quella serata da incubo. Mentre lui, affascinante, brillante e sfacciato quel tanto che basta, sta ascoltando tutto.  Qualche frecciata sul galateo da primo appuntamento più tardi, i due tornano ai rispettivi tavoli.  Reese è molto infastidita, eppure non può fare a meno di spiare di nascosto l'indisponente sconosciuto, seduto all'altro capo della stanza. Quando improvvisamente lui si alza e si presenta al tavolo di Reese, è convinta voglia smascherarla; invece, a sorpresa, lui si siede e, fingendosi un amico d'infanzia, si unisce a lei e al suo accompagnatore, che ancora non ha smesso di parlare della madre.
D'un tratto la cena prende tutta un'altra piega. Ma, a fine serata, Reese è decisa comunque a ignorare l'interesse e l'attrazione verso l'intraprendente sconosciuto e a non rivederlo più.  Reese è convinta che sia un addio. 
In fondo, quante possibilità ci sono di imbattersi di nuovo in Chase Parker in una città di otto milioni di persone? Ma soprattutto... quante probabilità ci sono che lui finisca per essere il suo capo un mese dopo?

****

E ora non ci resta che contare i giorni che ci separano dall'uscita e poi finalmente goderci la lettura di questi bellissimi romance, magari sotto l'ombrellone, mentre siamo al mare!



martedì 31 ottobre 2017

Review Party - "Vorrei essere mio fratello" di Markus Zusak

Buongiorno lettori, 
oggi salutiamo ottobre con un bel review party che riguarda "Vorrei essere mio fratello", il secondo capitolo della nuova trilogia "The Wolfe Brothers" di Markus Zusak, autore di "Storia di una ladra di libri".  


"La verità è che ci sarebbero un sacco di cose da odiare, e tante da amare.
Amare.
Le persone.
Odiare.
La situazione."

Trama.
La famiglia dei fratelli Wolfe sta passando un brutto momento. Il padre ha perso il lavoro, soldi ce ne sono sempre meno, e il clima in casa è sempre più pesante. Per questo Cameron e Ruben accettano di entrare nel circuito degli incontri clandestini di boxe tra ragazzi. Con le scommesse e le mance si può guadagnare bene.
Naturalmente lo fanno di nascosto dai genitori, e Cameron dovrà anche nascondere, persino a se stesso, quello che prova per la ragazza che viene sempre agli incontri, e che sembra avere occhi soltanto per Ruben.

Ma i due fratelli presto capiranno che stanno combattendo per qualcosa di più importante dei soldi, persino delle ragazze: combattono per la loro dignità, combattono per scoprire chi sono veramente. E combattono l'uno per l'altro.

Perché leggerlo?


"Fu allora che decisi che era necessario prendere una decisione. Era necessario decidere cosa fare, e cosa diventare. Ero lì fermo, in attesa che qualcuno facesse qualcosa...
E poi mi resi conto che la persona che stavo aspettando ero io."

In "A 15 anni sei troppo vecchio" avevamo lasciato Cameron a questo punto, un po' spaesato, incapace di fare chiarezza nei suoi pensieri.
In "Vorrei essere mio fratello", invece, Cameron e suo fratello Ruben si dimostrano più maturi, anche se ancora fragili e bisognosi di affetto e certezze.
Stavolta i due fratelli dovranno fare i conti con una situazione familiare difficile da gestire e il modo in cui la affrontano è uno degli aspetti che più mi hanno fatto amare questo volume. Mentre nel primo, Cam era "semplicemente" un adolescente che non sapeva che posto voleva occupare nel mondo e si preoccupava fin troppo di trovare la ragazza dei suoi sogni, nel secondo, le sue priorità cambiano notevolmente.
La famiglia ha bisogno di lui e, insieme a Ruben, troverà un modo per racimolare qualche soldo. Pensate a qualcosa di legale? Ovviamente no, e infatti non mancheranno i problemi.
Però quello che mi ha colpito è come Cameron, Ruben, Steven e Sarah, nonostante i loro caratteri così diversi e le loro vite problematiche, riescano a fare fronte comune in un momento delicato come quello della perdita del lavoro del papà.
Qui Zusak ha dato il meglio di sé descrivendo perfettamente le dinamiche che si innescano quando il capofamiglia si ritrova improvvisamente incapace di sostenere la propria famiglia. Tutto sembra perduto. E allora che si fa? Ci si vuole bene. Si combatte insieme, uniti.
C'è poi un altro passo del libro che mi ha commosso particolarmente e che mi ha portata a fare delle belle orecchie alle pagine interessate, ed è un episodio che mette in evidenza l'amore tra fratelli, tra Cameron e Ruben. Non voglio dirvi altro, credo che anche voi rimarrete spiazzati dalle bellissime parole che dirà Ruben e che colpiranno Cameron dritto al cuore.

E infine, arriviamo all'insegnamento di questa storia, che potremmo riassumere così:

"Continuiamo a rialzarci perché è questo che facciamo . Non chiedetemi se sia l'istinto, ma lo facciamo tutti. È quello che fanno le persone, ovunque. In particolare quelle come noi.

La storia dei fratelli Wolfe, infatti, ci fa capire quanto sia importante non smettere mai di combattere, anche quando la situazione sembra davvero disperata.
Perché un combattente può sempre vincere...

Quindi cari lettori, correte in libreria ad acquistare "Vorrei essere mio fratello" (e il precedente, se non lo avete ancora fatto) e lasciatevi conquistare dalla storia dei fratelli Wolfe.



Stronger (What Doesn't Kill You) - Kelly Clarkson

What doesn’t kill you makes you stronger, stronger
Just me, myself and I
What doesn’t kill you makes you stronger
Stand a little taller


*****

Non perdetevi le altre recensioni del review party!




lunedì 18 settembre 2017

Recensione - "Notte fonda in Via degli Angeli" di Susanna Mancinotti

Buongiorno lettori, 
oggi parliamo di "Notte fonda in Via degli Angeli" di Susanna Mancinotti, un giallo particolare che mi ha colpito per la sua semplicità e immediatezza. 



Trama.

Elisa Montani è disperata. La rivista per cui scriveva è fallita, non ha più soldi neanche per l'affitto di casa, e ha appena scoperto che il suo fidanzato la tradisce. Si rende conto di non avere più nulla, quando le accade qualcosa di singolare e imprevisto. Viene a sapere che un suo zio, che non vedeva da quando era bambina, le ha lasciato in eredità il suo studio da detective, a condizione che si prenda cura di Quin, un magnifico pastore tedesco femmina. Elisa si arrangia a vivere con Quin nello studio dello zio. Non ha mai avuto un cane prima di allora e Quin la sorprende svelandole un mondo nuovo, ricco di affettuosi colpetti dati con il muso, sguardi dolci, repentini inviti al gioco e tanta allegria. Elisa inizia a proporre la sua collaborazione ad altre riviste, ma l'incontro con un giovane attraente dai bellissimi occhi blu e la visita di un'elegante cliente di suo zio tormentata dalla gelosia scombinano i suoi piani. Elisa, infatti, accetta di investigare sul marito della signora, noto professore universitario, e sulla sua amante. L'indagine, però, si complica per il sopravvenire di un omicidio. E saranno proprio Roma, attraverso i suoi meandri più sconosciuti, e Quin, dal fiuto eccezionale, ad aiutare Elisa nella soluzione del mistero. Immerso nell'atmosfera del giallo che sfuma nel rosa, il romanzo si ispira a un fatto di cronaca realmente accaduto a Roma, e testimonia come a volte la realtà superi veramente la fantasia.

Perché leggerlo?

"Non aveva più una casa, un fidanzato e neppure il lavoro. Le venne di nuovo da piangere."

Sembra una tragica premessa quella con cui parte il libro della Mancinotti, ma pagina dopo pagina ci si accorge che la tristezza non trova spazio tra le righe perché quella che viene narrata è una storia in cui nessun personaggio si dà mai per vinto. A partire dalla protagonista Elisa, alla quale si riferisce la citazione iniziale e che in realtà, dopo un iniziale momento di sconforto si ritrova talmente immersa nella sua nuova vita con Quin che non farà altro che guardare avanti e cercare di vivere senza rimpianti. E penso poi alla sua amica Gemma, eccentrica attrice che si butta a capofitto nelle relazioni e nel suo lavoro e non si risparmia mai, e infine, a Marisa, la moglie di Fiorentini, il professore ucciso sulla cui morte Elisa inizierà a indagare per puro caso.
Personaggi azzeccati quelli creati dalla scrittrice, così come ho trovato ben congegnato l'intreccio della narrazione dato che, insieme alla protagonista, ci troveremo ad analizzare indizi ed eventi che riguarderanno più di un caso.
Apprezzabile anche la scelta di affiancare alla trama tipica del giallo, una componente rosa, con la storia complicata ma romantica che nasce tra la protagonista e il misterioso Marco.
E poi, come non amare Quin, il magnifico pastore tedesco addestrato da cane antidroga che protegge, aiuta e si prende cura di Elisa? Impossibile, perché vorremmo tutti avere un cane così!
"Notte fonda in Via degli Angeli" è una lettura brillante, coinvolgente e avvincente, in cui vi è la giusta combinazione di mistero e sentimento. Leggetelo! 

Roma, a modo suo, è protagonista del libro e dunque la canzone che ho scelto non poteva non essere dedicata alla Capitale.



Roma nun fa la stupida stasera - Lando Fiorini


giovedì 13 luglio 2017

Recensione - "Bossman" di Vi Keeland

Buongiorno cari,
vi ho lasciati in pace per un giorno, ma oggi vi parlo di "Bossman", un altro libro che mi ha conquistata e che segna l'arrivo in Italia di un'autrice che ha conquistato il 1° posto sul New York Times, Vi Keeland.




"Non concentrarti su ciò che sarebbe stato. Concentrati su ciò che è."

Trama.

È durante il peggior appuntamento della sua vita che Reese incontra per la prima volta Chase Parker. Lei è nascosta nel corridoio del bagno di un ristorante e sta disperatamente chiamando la sua migliore amica perché la salvi da quella serata da incubo. Mentre lui, affascinante, brillante e sfacciato quel tanto che basta, sta ascoltando tutto. Dopo qualche battuta tagliente, i due tornano ai rispettivi tavoli. Reese è molto infastidita, eppure non può fare a meno di spiare di nascosto l'indisponente sconosciuto, seduto all'altro capo della sala. Quando improvvisamente lui si alza e si presenta al tavolo di Reese, è convinta che voglia smascherarla; invece, a sorpresa, lui si siede e, fingendosi un amico d'infanzia, si unisce a lei e al suo accompagnatore, che ancora non ha smesso di parlare della madre. D'un tratto la cena prende tutta un'altra piega. Ma, a fine serata, Reese è decisa comunque a ignorare l'interesse e l'attrazione verso l'intraprendente sconosciuto e a non rivederlo più. È convinta che sia un addio. In fondo, quante possibilità ci sono di imbattersi di nuovo in Chase Parker in una città di otto milioni di persone? Ma soprattutto... quante probabilità ci sono che lui finisca per essere il suo capo un mese dopo? La vita saprà sorprendere Reese con una tentazione irresistibile e una struggente prova d'amore.

Perché leggerlo?

La cover sexy potrebbe ingannarvi e farvi credere che il romanzo di Vi Keeland sia semplicemente carico di sensualità e raccontato con un linguaggio abbastanza colorito. Decisamente no, non ci siamo! "Bossman" è stata una bellissima sorpresa perché sì, Chase è decisamente un figo pazzesco che sa di esserlo e che sin dall'inizio cerca in tutti i modi di conquistare Reese, ma la storia va oltre la sua bellezza e le sue tattiche di corteggiamento.
C'è molto di più da scoprire su entrambi i protagonisti. In alcuni capitoli ci viene rivelato il passato di Chase e così comprendiamo che dietro la sua sicurezza di uomo bello e in carriera, si cela un passato doloroso, che non tarderà a riaffacciarsi sulla sua vita. Ma anche Reese non è solo una ragazza che cerca di ritrovare la passione per il proprio lavoro; lei e suo fratello Owen hanno infatti vissuto un'esperienza traumatica che li ha segnati per sempre.
La coppia di Chase e Reese mi ha rubato il cuore: sono ironici, intelligenti, dolci, fragili e coraggiosi. 
Avrete capito che la strada verso l'happy ending non sarà facile, e, se siete sentimentali come la sottoscritta, dovrete mettere in conto occhi lucidi e aria sognante.
Con "Bossman" si ride, ci si commuove e si "tifa" per i protagonisti affinché sconfiggano i demoni del passato. Cosa volete di più? Se siete delle inguaribili romantiche, un libro così coinvolgente non potete non leggerlo! 

La canzone con la quale vi lascio viene canticchiata da Reese che con la musica ha un rapporto davvero singolare...vedrete...



Comfortably numb - Pink Floyd

"I hear you're feeling down
I can ease your pain
And get you on your feet again"

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