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mercoledì 12 settembre 2018

Recensione - "Isola di Neve" di Valentina D'Urbano - Review Party



Dopo averne parlato nella tappa del blogtour, il giorno che attendevo da tempo è arrivato. Domani lo troverete in libreria, ma finalmente  io posso dirvi qualcosa in più su "Isola di Neve", della bravissima Valentina D'Urbano. Potete stare sereni, perché la mia recensione sarà assolutamente spoiler free, anche perché ho deciso, come ormai faccio spesso, di non raccontarvi praticamente nulla dell'intreccio narrativo e di concentrarmi sulle sensazioni che il romanzo mi ha trasmesso.



Trama

2004. A ventotto anni, Manuel sente di essere già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L’unico luogo disposto ad accoglierlo è Novembre, l'isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l’isoletta del vecchio carcere abbandonato –, Novembre sembra a Manuel il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull’isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant’anni: la storia di Andreas von Berger – violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. Del destino di Andreas e del suo prezioso e antico strumento si sa pochissimo. L’unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di una donna: Tempesta. 1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull’isola di Novembre, senza alcuna possibilità di fuggire. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. Sull’isola non si fa che parlare del nuovo prigioniero, ma la sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata sui cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, contravvenendo alle regole, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell’isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella di Andreas, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.

Perché leggerlo?

Quando ti piace tantissimo un'autrice e vieni a sapere che presto uscirà il suo nuovo romanzo, è inevitabile chiedersi se lo apprezzerai o ne rimarrai deluso, se la storia che leggerai avrà delle somiglianze con le precedenti o se l'autrice è riuscita a costruire un universo completamente nuovo in cui coinvolgere il lettore.
Con Valentina D'Urbano non ho avuto alcuna paura: ero certa che, per l'ennesima volta, mi avrebbe fatto appassionare al racconto, commuovere, arrabbiare e provare un caleidoscopio di emozioni. E avevo proprio ragione.

mercoledì 5 settembre 2018

Blogtour - "Isola di Neve" di Valentina D'Urbano - I protagonisti: Edith e Manuel

Chi, come me, è una fan di lunga data di Valentina D’Urbano, aspetta ogni suo nuovo libro con l’entusiasmo di un bambino che attende il Natale. Per questo non vedevo l’ora di leggere “Isola di neve” (che esce il 13 settembre per Longanesi) e, dato che l’ho potuto leggere in anteprima, vi svelo già che non potrete fare a meno di innamorarvi della nuova storia che la scrittrice ci racconta. È bella, è intensa, ma ve ne parlerò in modo più approfondito a tempo debito, fra qualche giorno.

Ora, invece, in occasione del Blogtour per l’uscita del libro, vi rivelerò qualche dettaglio sui due giovani protagonisti, Edith e Manuel; ma tranquilli, non vi rovinerò certo il piacere di scoprire da soli questi due personaggi in tutta la loro complessità, e di seguirli nella loro ricerca della verità su Andreas e Neve, su un mistero vecchio di anni.
 Quattro nomi, quattro bellissimi personaggi, per un romanzo che ammalia e cattura l’attenzione del lettore sin dalla prima pagina.




Trama
2004. A ventotto anni, Manuel sente di essere già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L’unico luogo disposto ad accoglierlo è Novembre, l'isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l’isoletta del vecchio carcere abbandonato –, Novembre sembra a Manuel il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull’isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant’anni: la storia di Andreas von Berger – violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. Del destino di Andreas e del suo prezioso e antico strumento si sa pochissimo. L’unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di una donna: Tempesta. 1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull’isola di Novembre, senza alcuna possibilità di fuggire. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. Sull’isola non si fa che parlare del nuovo prigioniero, ma la sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata sui cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, contravvenendo alle regole, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell’isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella di Andreas, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.

Edith e Manuel








Quando Manuel, dopo tanti anni, torna sull’isola di Novembre è un uomo che sta lentamente andando alla deriva. Perseguitato dai fantasmi del passato, è annientato dal dolore e desidera solamente ritrovare un po’ di pace nella solitudine più assoluta della casa dei suoi nonni. È abbastanza chiaro che non abbia grandi programmi per il futuro se non quelli di continuare ad affogare i dispiaceri nell’alcol e fare l’eremita. Ma una notte alle sue orecchie giunge una dolce melodia e da quel momento la sua vita prenderà una piega completamente diversa. Conosce così Edith, una violinista tedesca, arrivata a Novembre con una “missione”: scoprire di più sul legame tra il musicista Andreas von Berger e l’isola.
All’inizio Manuel, scontroso e scorbutico, vive la presenza di Edith come una seccatura, mentre già dal loro primo incontro Edith appare positiva, vivace e arguta. Due caratteri che uniti faranno scintille e che ci regaleranno una storia avvincente, profonda e dalle mille sfumature. I due ragazzi si trovano, imparano a conoscersi, fanno i conti con tutto quello che di irrisolto c’è nella loro vita. 
Pagina dopo pagina diventa impossibile non ritrovarsi emotivamente coinvolti nell’avventura che vivranno Edith e Manuel, non provare empatia per lui e non venire contagiati dall’entusiasmo e dalla caparbietà di lei. I due protagonisti di “Isola di Neve” lasciano il segno, come del resto tutti i personaggi dei romanzi di Valentina D'Urbano. Leggere per credere.




Come vedete, ho tenuto la bocca cucita su ulteriori particolari che riguardano la trama del romanzo, ma vi farei un torto raccontandovi di più. Dovete conoscere e comprendere Edith e Manuel da soli, parola dopo parola, scena dopo scena; solo così potrete apprezzare pienamente loro e l’atmosfera misteriosa e affascinante che avvolge l’isola di Novembre e che si avverte nell’intero romanzo. 

Prima di lasciarvi, vi ricordo di seguire tutte le tappe del blogtour organizzato per l’uscita di “Isola di Neve” e non perdetevi il focus su Andreas e Neve che troverete domani sul blog Rachel Sandman author!


venerdì 31 agosto 2018

[#aspettandoisoladineve] - Il quinto giorno - "Non aspettare la notte" di Valentina D'Urbano



Ultima giornata di #aspettandoisoladineve!
Con oggi terminano i post 
dedicati ai libri di Valentina D'urbano e pubblicati sui nostri blog, ma fino al 3 settembre avrete la possibilità di portarvi a casa, in anteprima assoluta, una copia speciale in edizione fuori commercio del suo nuovo attesissimo romanzo, Isola di Neve, in libreria dal 13 settembre
Un/a fortunato/a tra voi il 4 Settembre potrà  vincere la copia con la dedica dell'autrice! 
Continuate a leggere per scoprire come partecipare!




Trama

Giugno 1994. Roma sta per affrontare un'altra estate di turisti e afa quando ad Angelica viene offerta una via di fuga: la grande villa in campagna di suo nonno, a Borgo Gallico. Lì potrà riposarsi dagli studi di giurisprudenza. E potrà continuare a nascondersi. Perché a soli vent'anni Angelica è segnata dalla vita non soltanto nell'animo ma anche su tutto il corpo. Dopo l'incidente d'auto in cui sua madre è morta, Angelica infatti, pur essendo bellissima, è coperta da cicatrici. Per questo indossa sempre abiti lunghi e un cappello a tesa larga. Ma nessuno può nascondersi per sempre. A scoprirla sarà Tommaso, un ragazzo di Borgo Gallico che la incrocia per caso e che non riesce più a dimenticarla. Anche se non la può vedere bene, perché Tommaso ha una malattia degenerativa agli occhi e sono sempre più i giorni neri dei momenti di luce. Ma non importa, perché Tommaso ha una Polaroid, con cui può immortalare anche le cose che sul momento non vede, così da poterle riguardare quando recupera la vista. In quelle foto, Angelica è bellissima, senza cicatrici, e Tommaso se ne innamora. E con il suo amore e la sua allegria la coinvolge, nonostante le ritrosie. Ma proprio quando sembra che sia possibile non aspettare la notte, la notte li travolge...

Uno dei miei libri preferiti di sempre (qui trovate la recensione), di cui queste sono solo due delle tante frasi che ho sottolineato.
“...Non ti mentirò, non ti dirò che i tuoi segni non si notano. Perché sei una ragazza intelligente e lo sai pure tu che è la prima cosa che uno guarda, quando ti vede. Ma, Angelica, c’è altro nella vita. C’è molto altro. E tu sei bella da morire.» Fece un passo verso di lei, avvicinandosi un poco. «Tu non sei le tue cicatrici»” 


“Lei avvertì qualcosa che si rompeva dentro. L'ultimo pezzo integro, l'ultima cosa che era riuscita a riaggiustare si frantumò silenziosa, la sentì farsi polvere e sparire in qualche parte oscura della sua testa. Non c'era più niente da perdonare.” 


 Voi quale frase ricordate di più?
 Scrivetecelo in un commento.


🔴 VUOI PARTECIPARE E PROVARE A VINCERE LA COPIA CON LA DEDICA DELL'AUTRICE IN ANTEPRIMA?  ⏬

giovedì 30 agosto 2018

Review Party - Recensione di "Il cielo è tutto nostro" di Luke Allnutt


Longanesi con le sue uscite l'ha fatta da padrone sul blog questa settimana e sulla scia di questo trend, ecco che oggi arriva la recensione di "Il cielo è tutto nostro" di Luke Allnutt, di cui vi ho parlato anche martedì nel focus sul tema del viaggio che trovate a questo link, nella mia tappa del blogtour dedicato al libro.


"Mentre risalgo lentamente la collina le sussurro.
Il cielo è tutto nostro, il cielo è tutto nostro."

Trama

Rob Coates ha tutto ciò che avrebbe potuto desiderare: Anna, una moglie fantastica, la loro bella casa a Londra e, soprattutto, suo figlio Jack, che rende ogni giorno una straordinaria avventura. 
Ma tutto cambia quando una terribile malattia irrompe nelle loro vite.
Ritrovatosi improvvisamente solo, Rob si abbandona a una spirale di disperazione e alcolismo, anche se nei momenti di lucidità cerca conforto fotografando i grattacieli e le scogliere che aveva visto con Jack. Ed è proprio da quelle foto che si dipana un filo di speranza, seguendo il quale Rob intraprende un viaggio straordinario all’interno di se stesso, alla ricerca del perdono e di un nuovo inizio.

Perché leggerlo?

Lo avevo già accennato nella tappa del blogtour: "Il cielo è tutto nostro" è una delle letture del 2018 che mi hanno più colpita e commossa.
Dalla trama è facile comprenderne il motivo, ma a mio parere quello che rende il romanzo così speciale sono i personaggi, e il legame di immediata empatia che si crea con il lettore. Vederli affrontare enormi sofferenze e prendere atto di quanto diverse possano essere le reazioni al dolore lacerante per la perdita di una persona cara, non fa altro che rafforzare, in chi legge, la sensazione di provare le stesse emozioni dei protagonisti.
Personalmente mi sono ritrovata molto nel modo in cui Anna, la moglie di Rob, gestisce il suo dispiacere, cercando di non sprofondare in un baratro senza ritorno e provando a trasformare un'esperienza così negativa in positiva, facendo del bene al prossimo.
Rob, invece, sceglie un'altra strada, o forse "scegliere" non è proprio il termine giusto, perché in realtà sragiona e inizia a bere; ma la cosa più importante è che decide di affrontare un viaggio in ricordo del piccolo Jack, un'avventura che gli salverà la vita e gli farà ritrovare un po' di pace. 
E la chiave di tutto il romanzo è proprio il viaggio stesso, oltre al significato che assumerà per Rob la frase Il cielo è tutto nostro
Preparate i fazzoletti cari miei, perché, sì, l'esordio letterario di Luke Allnutt racconta una storia triste, ma ha anche il merito di infondere speranza, ricordando ad ognuno di noi che il dolore non deve paralizzarci e che da esso, a volte, può scaturire anche qualcosa di bellissimo.
****
E se per qualche motivo lo avete perso, ecco un riepilogo delle tappe del Blogtour!




[#aspettandoisoladineve] - Il quarto giorno - "Alfredo" di Valentina D'Urbano



Quarta e penultima giornata di #aspettandoisoladineve!
Come ogni giorno ormai, vi ricordo che lunedì è iniziato l'evento che, accompagnato dai post dedicati ai libri di Valentina D'urbano e pubblicati sui nostri blog, vi darà la possibilità di portarvi a casa, in anteprima assoluta, una copia speciale in edizione fuori commercio del suo nuovo attesissimo romanzo
, Isola di Neve, in libreria dal 13 settembre
Un/a fortunato/a tra voi il 4 Settembre potrà  vincere la copia con la dedica dell'autrice! 
Continuate a leggere per scoprire come partecipare!



Trama

Alla Fortezza – il quartiere senza identità, con l’asfalto riarso dal sole e spaccato dal gelo, e di palazzi dall’intonaco ruvido e sbrecciato – tutti li chiamano «i gemelli». Perché da sempre Beatrice e Alfredo sono inseparabili, come fratelli appunto. O forse qualcosa di più? La loro storia, struggente e tragica, diventerà quasi una leggenda nel quartiere. Ma a narrarla finora è stata soltanto Bea, la metà più forte dei «gemelli», la ragazza cui bastava sentire l’odore di Alfredo sulla maglietta verde che lei stessa gli aveva regalato per sapere che lui ci sarebbe sempre stato. La giovane donna che ha lottato fino alla fine per sentire il rumore, inconfondibile, dei suoi passi. Questa invece è la storia della metà più debole dei «gemelli» e a raccontare l’arrivo alla Fortezza è Alfredo, in prima persona, con la sua voce, le sue fragilità, i suoi piccoli e grandi sogni così difficili da realizzare e così facili da infrangere. Fino all’incontro che gli cambierà la vita: quello con Beatrice.

Anche stavolta non possono mancare le citazioni
“Qualche volta, Beatrice, anche se io non ci sono più.
Qualche volta, da oggi in poi.
Sorridi.” 


“Vorrei stare con te, ma diventerò come mio padre, il sangue non è acqua, forse diventerò come Massi, un giorno prenderò un coltello e ti farò a pezzi, c’è questo segno che me lo ricorda.
E io mai ti farei del male, Beatrice.
Vorrei stare con te, ma è meglio se ti tengo lontana.” 

 Voi quale frase ricordate di più?
 Scrivetecelo in un commento.


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mercoledì 29 agosto 2018

[#aspettandoisoladineve] - Il terzo giorno - "Quella vita che ci manca" di Valentina D'Urbano



È mercoledì e questo significa che siamo arrivati alla terza giornata di #aspettandoisoladineve .
Lunedì è iniziato l'evento che, accompagnato dai post dedicati ai libri di Valentina D'urbano e pubblicati sui nostri blog, vi darà la possibilità di portarvi a casa, in anteprima assoluta, una copia speciale in edizione fuori commercio del suo nuovo attesissimo romanzo
, Isola di Neve, in libreria dal 13 settembre
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Trama

Gennaio 1991. Valentino osserva le piccole nuvole di fiato che muoiono contro i finestrini appannati della vecchia Tipo. L'auto che ha ereditato dal padre, morto anni prima, non è l'unica cosa che gli rimane di lui: c'è anche quell'idea che una vita diversa sia possibile. Ma forse Valentino è troppo uguale al posto in cui vive, la Fortezza, un quartiere occupato in cui perfino la casa ti può essere tolta se ti distrai un attimo. Perciò, non resta che una cosa a cui aggrapparsi: la famiglia. Valentino è il minore dei quattro fratelli Smeraldo, figli di padri diversi. C'è Anna, che a soli trent'anni non ha ormai più niente da chiedere alla vita. C'è Vadim, con la mente di un dodicenne nel bellissimo corpo di un ventenne. E poi c'è Alan, il maggiore, l'uomo di casa, posseduto da una rabbia tanto feroce quanto lo è l'amore verso la sua famiglia, che deve rimanere unita a ogni costo. Ma il costo potrebbe essere troppo alto per Valentino, perché adesso c'è anche lei, Delia. È più grande di lui, è bellissima - ma te ne accorgi solo al secondo o al terzo sguardo - e, soprattutto, non è della Fortezza. Ed è proprio questo il problema. Perché Valentino nasconde un segreto che non osa confessarle e soprattutto sente che scegliere lei significherebbe tradire la famiglia. Tradire Alan. E Alan non perdona. Questo è un romanzo sull'amore, spietato come solo quello tra fratelli può essere. Ma è anche un romanzo sull'unico altro amore che possa competere quello che irrompe come il buio in una stanza.

Ecco due delle tante frasi che rimangono impresse nella mente a fine lettura...
Il sangue si lava, non è quello il problema.Il problema sono le cicatrici, che rimangono e a distanza di anni ti ricordano chi sei e chi avresti potuto essere, e per questo fanno un male pazzesco.” 
 

« Anche tuo padre se potesse vederti sarebbe orgoglioso di te. » Non è vero. È una gran cazzata. Se potesse vedermi, mio padre si vergognerebbe di me. Si vergognerebbe perché ho scelto la strada più facile, quella che il mondo ci ha riservato da quando siamo nati. Ho scelto la strada facile e non ho neanche provato a imboccare quella difficile, quella che porta fuori, in qualche altro posto. Ho scelto insieme a te la strada che gira intorno, quella che non porta da nessuna parte e quando arrivi sei ancora al punto di partenza ed è come se non ti fossi mai mosso. Lui non sarebbe orgoglioso, sarebbe deluso. Ecco perché mai come in questo momento sono felice che non possa vedermi. Che non possa vederci.” 

 Voi quale frase ricordate di più?
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martedì 28 agosto 2018

[#aspettandoisoladineve] - Il secondo giorno - "Acquanera" di Valentina D'Urbano



Seconda giornata di #aspettandoisoladineve!
Da ieri e per i prossimi quattro giorni potrete trovare nei nostri blog dei post dedicati ai libri di Valentina D'urbano e provare a portarvi a casa, in anteprima assoluta, una copia speciale in edizione fuori commercio del suo nuovo attesissimo romanzoIsola di Nevein libreria dal 13 settembre
Un/a fortunato/a tra voi il 4 Settembre potrà vincere la copia con la dedica dell'autrice! 
Continuate a leggere per scoprire come partecipare!



Trama
È un mattino di pioggia gelida, che cade di traverso e taglia la faccia, quello in cui Fortuna torna a casa. Sono passati dieci anni dall'ultima volta, ma Roccachiara è rimasto uguale a un tempo: un paesino abbarbicato alle montagne e a precipizio su un lago, le cui acque sembrano inghiottire la luce del sole. Fortuna pensava di essere riuscita a scappare, di aver finalmente lasciato il passato alle spalle, spezzato i legami con ciò che resta della sua famiglia per rinascere a nuova vita, lontano. Ma nessun segreto può resistere all'erosione dell'acqua nera del lago. A richiamarla a Roccachiara è un ritrovamento, nel profondo del bosco, che potrebbe spiegare l'improvvisa scomparsa della sua migliore amica, Luce. O forse, a costringerla a quel ritorno è la forza invisibile che ha sempre unito la sua famiglia: tre generazioni di donne tenaci e coraggiose, ognuna a suo modo. E forse, questa volta, è giunta l'ora che Fortuna dipani i segreti nascosti nella storia della sua famiglia. Forse è ora che capisca qual è la natura di quella forza invisibile, per riuscire a darle un nome. Sperando che si chiami amore.

Ecco qualche estratto da Acquanera

 “Il cielo è azzurro e freddo dovunque, pensai, in qualunque parte del mondo. Dovunque stai è uguale, quello che hai te lo porti dentro.
Non c'è bisogno di nient'altro che del tuo corpo, è la casa di tutti i tuoi strappi, delle tue cicatrici. Il posto degli affetti che non hai, degli amori che non ti vogliono e di quelli che ti sei costruita per andare avanti.
Quello che hai te lo trascini appresso, non è nelle persone e nemmeno nelle cose che ti ricordano delle persone. Quello che hai sta dentro di te.”

“La gente si ama, si ama continuamente. L'ho visto.  Le persone sbandierano il loro amore a chiunque, te lo sbattono in faccia con arroganza. Amare qualcuno e avere qualcuno che ti ama è qualcosa che ti rende migliore, una garanzia agli occhi degli altri. Penso che è amore rappreso.  E' bigiotteria, non vale niente.E' lucente in superficie, ma dentro è nero, rugginoso, si inceppa e non funziona.L'amore, quello vero, è quello che la gente nasconde. Quello che rende fragili e cattivi, quello che rende meschini.  Quello che rende avidi. Disposti a tutto. L'amore è scuro, vischioso, è il sangue che si addensa e chiude i contorni di una cicatrice. La patina ruvida e opaca che si è depositata sulle ossa consumate di Luce, a quello assomiglia l'amore. E' muffa, che ti vive addosso mentre tu sei morto. Quello che non vorresti far vedere a nessuno. L'amore che ti vergogni di provare.”

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Blogtour - "Il cielo è tutto nostro" di Luke Allnutt - Il tema del viaggio


"Il cielo è tutto nostro", edito Longanesi, arriverà in libreria il 30 agosto e vi consiglio di non lasciarvelo sfuggire perché è un romanzo che tocca le corde del cuore e, almeno per quello che mi riguarda, è una delle migliori letture di quest'anno. Il giorno dell'uscita potrete leggere la mia recensione in occasione del Review Party, ma la giornata di oggi è dedicata ad uno dei temi del libro, il viaggio.
Prima però, diamo un'occhiata alla trama del romanzo!


Trama

Rob Coates ha tutto ciò che avrebbe potuto desiderare: Anna, una moglie fantastica, la loro bella casa a Londra e, soprattutto, suo figlio Jack, che rende ogni giorno una straordinaria avventura. Ma tutto cambia quando una terribile malattia irrompe nelle loro vite. Ritrovatosi improvvisamente solo, Rob si abbandona a una spirale di disperazione e alcolismo, anche se nei momenti di lucidità cerca conforto fotografando i grattacieli e le scogliere che aveva visto con Jack. Ed è proprio da quelle foto che si dipana un filo di speranza, seguendo il quale Rob intraprende un viaggio straordinario all’interno di se stesso, alla ricerca del perdono e di un nuovo inizio.

Il viaggio di Rob

Atto di spostarsi da un luogo all'altro compiendo un certo percorso; giro più o meno lungo attraverso luoghi e paesi diversi dal proprio.
Questa è la definizione di viaggio che troviamo nel vocabolario. Ma per ognuno di noi, quando ne affrontiamo uno, il viaggio diventa qualcosa di più, un'esperienza intima e personale.
Per Rob il viaggio si rivela essere la cura, o quantomeno un sollievo, per il profondo dolore che lo attanaglia dopo la morte del piccolo Jack. È un uomo annientato, che medita di farla finita con la propria vita e che cerca e trova momentaneo conforto nell'alcol.
Nonostante questo, però, decide di intraprendere un viaggio che lo riporta in ogni luogo in cui è stato con il suo Jack: un modo per conservare intatto il ricordo di suo figlio e per sentirlo ancora vicino. E sarà anche più di questo, perché il viaggio di Rob, rappresenterà anche la sua rinascita. Uno scatto dopo l'altro, verrà a conoscenza di amare verità, prenderà coscienza dei propri errori, ma riuscirà anche a elaborare il suo dolore e a trasformarlo in qualcosa di buono, di più nobile.
Tornando, invece, alla dimensione fisica del viaggio di Rob, quello che posso raccontarvi, senza rivelarvi tutta storia, è che si metterà a viaggiare per tutto il Regno Unito alla ricerca di bellissimi panorami da immortalare. Dalle scogliere del sud dell'Inghilterra, le Seven Sisters, alla Gola di Cheddar, dal Gherkin allo Shard, edifici che si trovano entrambi a Londra: tutti luoghi accomunati da magnifiche viste, tutti posti che avevano affascinato il tenero Jack.

****
La mia tappa conclude il Blogtour e, se non lo avete già fatto, vi consiglio di leggere tutte le precedenti, perché scoprirete sempre maggiori dettagli su questo straordinario romanzo! Ora, come vedete dal banner, non mi resta che darvi appuntamento a giovedì per la recensione. Vi aspetto! 




lunedì 27 agosto 2018

[#aspettandoisoladineve] - Il primo giorno - "Il rumore dei tuoi passi" di Valentina D'Urbano



Eccoci, finalmente! È  la prima giornata di #aspettandoisoladineve
A partire da oggi, per i prossimi cinque giorni potrete trovare nei nostri blog dei post dedicati ai libri di Valentina D'urbano e provare a portarvi a casa, in anteprima assoluta, una copia speciale in edizione fuori commercio del suo nuovo attesissimo romanzo, Isola di Neve, in libreria dal 13 settembre
Un/a fortunato/a tra voi il 4 Settembre potrà  vincere la copia con la dedica dell'autrice! 
Continuate a leggere per scoprire come partecipare!



Trama


In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato "la Fortezza", Beatrice e Alfredo sono per tutti "i gemelli". I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un'amicizia ruvida come l'intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un'amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent'anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.

Come dimenticare il primo romanzo di 
Valentina D'Urbano? Impossibile. 
“Ci saranno tante cose a cui dovrò abituarmi, e ce ne saranno altrettante di cui dovrò fare a meno... La luce azzurrina delle terrazze dove non batte mai il sole...Il tramonto riflesso sulle schegge di bottiglie rotte sull'asfalto, che brillano come diamanti. I fari nella notte...Il rumore dei tuoi passi, il tuo odore che svanisce sul cuscino, la luce del giorno in cui mi hai lasciato sola.” 
 “Non ho fatto altro che amarti per tutto questo tempo, ogni secondo, ogni momento della tua vita, e anche dopo ho amato tutto, e ci vuole coraggio ad amare uno come te.” 

Voi quale frase ricordate di più?
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mercoledì 1 agosto 2018

[#aspettandoisoladineve] di Valentina D'Urbano - L'evento



Avete letto tutti i libri di Valentina D'Urbano e non vedete l'ora di leggere "Isola di Neve" ma non riuscite ad aspettare il 13 settembre? Ecco una sorpresa per voi! 


Seguendo l'evento #aspettandoisoladineve un fortunato lettore potrà portarsi a casa la copia del libro in super anteprima. 

Per ora non possiamo dirvi altro, seguiteci nei nostri social per restare aggiornati e condividete questo post ovunque utilizzando l'hashtag #aspettandoisoladineve 


Potete iniziare iscrivendovi ai lettori fissi dei nostri blog; vi basterà cliccare sul nome per raggiungerli: 


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venerdì 3 marzo 2017

"Qualcosa" di Chiara Gamberale - 5 ragioni per leggerlo!

Buon venerdì amici,
voglio regalarvi un weekend di spensieratezza, dunque vi propongo la lettura di "Qualcosa" di Chiara Gamberale. 





"Ricorda, Principessina: tutto quello che ti serve per riempire la tua vita è robaccia, è acqua sporca. Tutto quello che la tua vita accoglierà, perché le capita e perché comunque le starebbe bene anche essere vuota, è invece roba buona, acqua pulita."


Trama.

La Principessa Qualcosa di Troppo, fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo. Ma quando, per la prima volta, un vero dolore la sorprende, la Principessa si ritrova «un buco al posto del cuore». Com’è possibile che proprio lei, abituata a emozioni tanto forti, improvvisamente non ne provi più nessuna? Smarrita, Qualcosa di Troppo prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a «non-fare qualcosa di importante». Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del «non-fare», del silenzio, perfino della noia: tutto quello da cui è abituata a fuggire. Tanto che, presto, Qualcosa di Troppo si ribella. E si tuffa in Smorfialibro, il nuovo modo di comunicare per cui tutti nel regno sembrano essere impazziti, s’innamora di un Principe sempre allegro, di un Conte sempre triste, di un Duca sempre indignato e, pur di non fermarsi e di non sentire l’insopportabile «nostalgia di Niente» che la perseguita, vive tante, troppe avventure… 


5 ragioni per leggerlo...


  • È una favola. Questo genere non è adatto solo ai bambini, ma anche ai più grandi che spesso hanno bisogno di messaggi semplici, che colpiscano nel vivo, per rendersi conto di ciò che non va nella loro vita e trovare una soluzione, col sorriso sulle labbra.

  • La morale. L'avventura di Principessa Qualcosa di Troppo insegna a non accontentarsi, a smettere di colmare il vuoto che a volte sentiamo dentro con insulse relazioni o effimere emozioni. Dobbiamo affrontare la vita così come viene: dolore, amore e amicizia renderanno la nostra esistenza degna di essere vissuta.
"È il puro fatto di stare al mondo la vera avventura"

  • I personaggi. Ognuno di loro è indispensabile ai fini del racconto, dai genitori della Principessa, ai suoi pretendenti, ma i protagonisti indiscussi sono Qualcosa di Troppo e Cavalier Niente. La loro amicizia, i lori comportamenti e le loro parole, sono la chiave di lettura dell'intero racconto.


  • Le illustrazioni. Tuono Pettinato rende "reali" i meravigliosi personaggi creati dalla penna dell'autrice e questo contribuisce a rendere il libro ancora più bello, colorato e brillante. I disegni sono da guardare e riguardare...vi assicuro che ne rimarrete rapiti!

  • Lo stile di Chiara Gamberale. Avete presente la canzone "Spaccacuore" di Samuele Bersani, quando dice "Spara dritto qui"? Ecco, Chiara ha una mira infallibile e arriva al cuore di noi lettori, con dolcezza. Anche in questo libro ci chiede di metterci in discussione, ma allo stesso tempo, ci fa sentire al sicuro, garantendoci che c'è un rimedio per tutto. Le sue parole sono come una carezza in un momento buio, ma servono anche da monito per ricordarci di evitare di condurre una vita piatta e inseguire sempre ciò che ci rende felici.

A un certo punto della storia, la Principessa Qualcosa di Troppo, devastata dal dolore, ha paura perché non sente più niente, e in quel momento ho pensato alla canzone "Fango" di Jovanotti e credo proprio che sia perfetta per descrivere la situazione vissuta dalla protagonista.




"E l'unico pericolo che senti veramente
E' quello di non riuscire più a sentire niente
Di non riuscire più a sentire niente

 Il battito di un cuore dentro al petto
La passione che fa crescere un progetto
L'appetito la sete l'evoluzione in atto
L'energia che si scatena in un contatto

Io lo so che non sono solo
Anche quando sono solo
Io lo so che non sono solo
E rido, E piango
E mi fondo con il cielo
E con il fango"



martedì 6 dicembre 2016

"Il maestro delle Ombre" di Donato Carrisi - Cinque ragioni per non perderlo!

Buongiorno lettori,
oggi vi voglio parlare del nuovo romanzo di Donato Carrisi, il terzo capitolo della serie che ha come protagonista Marcus, il penitenziere cacciatore del buio. 
Per raccontarvi questo libro però, non scriverò una normale recensione, che comunque potete trovare qui su Thriller Nord, ma vi svelerò i 5 elementi che lo rendono una lettura imperdibile.




"L’esistenza è una catena di eventi, si disse Sandra, e se non si impara ad accettare quelli dolorosi, non si ottiene alcuna felicità come ricompensa."

Trama.
Una tempesta senza precedenti si abbatte sulla capitale con ferocia inaudita. Quando un fulmine colpisce una delle centrali elettriche, alle autorità non resta che imporre un blackout totale di ventiquattro ore, per riparare l’avaria. Le ombre tornano a invadere Roma. Sono passati cinque secoli dalla misteriosa bolla di papa Leone X secondo cui la città non avrebbe «mai mai mai» dovuto rimanere al buio. Nel caos e nel panico che segue, un’ombra più scura di ogni altra si muove silenziosa per la città lasciando una scia di morti… e di indizi. Tracce che soltanto Marcus, cacciatore del buio addestrato a riconoscere le anomalie sulle scene del crimine, può interpretare. Perché Marcus è sì un prete, ma appartiene a uno degli ordini più antichi e segreti della Chiesa: la Santa Penitenzieria Apostolica, conosciuta anche come il tribunale delle anime. Ma il penitenziere ha perso la sua arma più preziosa: la memoria. Non ricorda nulla dei suoi ultimi giorni, e questo dà un enorme vantaggio all’assassino. Soltanto Sandra Vega, ex fotorilevatrice della Scientifica, può aiutarlo nella sua caccia. Sandra è l’unica a conoscere il segreto di Marcus, ma ha sofferto troppe perdite nella sua vita per riuscire ad affrontare nuovamente il male. Eppure, qualcosa la costringe a essere coinvolta suo malgrado in questa indagine... Ma il tramonto è sempre più vicino, e il buio è un confine oltre il quale resta soltanto l’abisso.

Perché leggerlo?

Avvertenza: una volta iniziato "Il maestro delle ombre" non vi riposerete fino a che non arriverete all'ultima pagina.
Detto questo, vi spiego i 5 motivi per i quali dovete assolutamente leggerlo!


1. La trama avvincente.
Avete già letto i primi due capitoli della serie? Se la risposta è sì, ovviamente non potete perdervi il nuovo mistero che Marcus è chiamato a risolvere.
Ma se non lo conoscete e volete scoprire lo stile chiaro e diretto di Donato Carrisi, potete tranquillamente approcciarvi a questa lettura: non rimarrete perplessi perché vi verrà spiegato tutto ciò che vi serve per comprendere il protagonista e il suo mondo.
Marcus e Sandra si ritroveranno a dover compiere una corsa contro il tempo e voi non potrete fare a meno di essere coinvolti nella loro indagine.

2. L'ambientazione. 
Alla luce è facile concentrarsi sulla bellezza di Roma, su ciò che la fa risplendere. 
Ho trovato invece la scelta di descrivere una Roma colpita dal blackout, completamente al buio e silenziosa, davvero interessante. Non solo permette al lettore di avvertire il senso di inquietudine e di smarrimento che Carrisi intende trasmettere, ma fa emergere il lato oscuro di questa città, il male che la pervade, il suo lato corrotto. 

3. L'assenza della tecnologia.
Siamo talmente abituati ad usarla, che per noi è praticamente impossibile pensare di condurre una ricerca senza ricorrere all'uso di internet, cellulari e altri strumenti tecnologici. E invece qui i due protagonisti si ritrovano a dover risolvere un mistero, e fermare la scia di morti che deriva da esso, solo tramite la loro astuzia, il loro intuito e le loro conoscenze. Il risultato è sorprendente!

4. Marcus, Sandra e gli altri personaggi.
In questo libro non c'è figura che risulti marginale, fanno tutte parte di un grande puzzle,che si compone piano piano durante la narrazione. 
La storia di Marcus e Sandra finalmente si evolve, ma quando tutto sembra giungere ad una soluzione, una rivelazione inaspettata rimette tutto in discussione. E poi c'è l'ispettore Vitali, uomo viscido e corrotto, che sin dall'inizio intralcia le indagini dei due. 
Infine c'è la Chiesa che con le sue sette, le cospirazioni, i misteri e i segreti è la protagonista indiscussa de "Il maestro delle Ombre".

5. Donato Carrisi.
Lo scrittore conferma la sua bravura nell'emozionare i lettori. Le sue parole travolgono e coinvolgono. Soffriamo con Marcus e Sandra, proviamo curiosità per il caso che devono risolvere, ci stupiamo per le scoperte del finale.
Carrisi scrive senza fronzoli, cura la descrizioni, confeziona la storia anche per chi si avvicina alla serie per la prima volta. "Il maestro delle Ombre" è proprio una lettura piacevole e appassionante.



"It’s a very very Mad world"



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