"L'importanza di chiamarti amore" di Anna Premoli

Buongiorno cari lettori!

Sabato scorso ho realizzato il sogno di andare al Salone del libro di Torino e, oltre ad aver comprato varie shopping bag, mi sono "autoregalata" due libri, uno dei quali è "L'importanza di chiamarti amore" di Anna Premoli, in uscita il 26 maggio, ma lì presente in anteprima. Ho avuto inoltre il piacere di assistere ad un incontro con l'autrice e Lucrezia Scali, dove si parlava della genere chick-lit (letteratura da pollastrelle). 
Data la mia passione per le fotografie, vi lascio qualche scatto della giornata durante la quale lo stand Newton Compton è diventato una seconda casa, anche perché ho avuto modo di conoscere molte autrici che pubblicano per la casa editrice ed è anche stato il teatro di un incontro con delle ragazze fantastiche che ho conosciuto grazie al web e all'amore per la lettura.










Che io ami Anna Premoli e i suoi libri non è un segreto, considerando anche il fatto che la prima recensione che ho scritto su questo blog è stata proprio quella di una sua storia. Ma dopo sabato, la mia stima nei suoi confronti è aumentata. A proposito dei chick- lit ha detto una cosa che condivido pienamente, ossia che tutte noi quando ci capita di leggere libri come i suoi, sentiamo quasi il dovere di giustificarci, come se il romance fosse un genere di seconda categoria, per persone superficiali. Invece cosa c'è di male? Sono storie nelle quali ci possiamo facilmente immedesimare e grazie alle quali possiamo sognare. Se questo ci rende delle decerebrate per alcune persone, beh, il problema è loro! Lunga vita al genere rosa!

E ora, veniamo a "L'importanza di chiamarti amore" che ho iniziato a leggere nel treno che da Torino mi riportava a Milano, città dove si svolge la vicenda narrata.

Trama
Giada sa bene di essere una ragazza dal carattere piuttosto difficile, quindi non si stupisce affatto di trovarsi in una fase della propria vita nella quale non va d’accordo quasi con nessuno: con il suo ragazzo storico la situazione è appesa a un filo e del rapporto con i suoi genitori… meglio non parlare. Ma Giada ha un obiettivo ben preciso: laurearsi con il massimo dei voti e il prima possibile. Il resto dei problemi può passare in secondo piano. Così credeva, almeno finché lo stage presso una prestigiosa società di consulenza di Milano non la mette di fronte a quello che per lei è sempre stato il prototipo dei ragazzi da evitare come la peste: Ariberto Castelli, fiero rappresentante del partito delle camicie su misura e dei pullover firmati. E tra loro c’è un precedente molto imbarazzante che potrebbe crearle qualche complicazione che non aveva assolutamente messo in conto...
Perché leggerlo?

In "L'amore non è mai una cosa semplice" avevamo già conosciuto Giada, l'amica della protagonista Lavinia, e avevamo avuto modo di capire che aveva un bel caratterino. E questo è fondamentale nel nuovo libro perché tutta la storia si basa sui comportamenti di Giada, sul suo essere forte, sarcastica, acida e ostinata. 
Questa descrizione potrebbe farvi dedurre che io ritenga la protagonista insopportabile, ma invece credo di aver trovato il mio alter-ego libresco. Percorriamo le stesse strade milanesi, abbiamo le stesse uscite irritanti, odiamo entrambe i complimenti e la paranoia è una nostra cara amica. 
Ariberto, inizialmente descritto come esemplare di "razza bocconiana" (per intenderci: camicia attillata e pantaloni con il risvoltino sopra la caviglia), nel corso della storia si rivela essere il ragazzo perfetto. Lui è corretto, sensibile, caparbio e gentile.
Tutto potrebbe filare liscio fra di loro, ma il vero problema sarà la paura di cambiare e di aprire il proprio cuore che paralizzerà Giada e che le renderà difficile lasciar avvicinare Ari (o Berta..che soprannome fantastico!).
La trama è semplice, ma ciò che rende speciale questo libro sono i battibecchi, le battute e i gesti dei protagonisti, che fanno sì che il lettore si immedesimi in loro e cerchi disperatamente l'happy ending.

Vi lascio con la playlist che trovate qui e con una canzone che ho scoperto proprio grazie ad Anna Premoli e che ormai ascolto a ripetizione! 




"Don't you move
Can't you stay where you are, just for now?
I could be your perfect disaster
You could be my ever after..."


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