"Un disastro chiamato amore" - Intervista a Chiara Giacobelli

Buongiorno lettori,
una settimana fa vi ho parlato di "Un disastro chiamato amore" in una appassionata recensione, oggi invece vi faccio conoscere l'autrice del libro,  la simpatica Chiara Giacobelli.Ho avuto il piacere di chiacchierare con lei, farle qualche domanda e coinvolgerla nella mia ossessione per il binomio libri & musica.


Chiara Giacobelli è giornalista e scrittrice. Classe 1983, tiene una rubrica culturale sull’Huffington Post e collabora con varie testate, tra cui il gruppo Qn-La Nazione-Il Giorno-Il Resto del Carlino, Affari Italiani, Bell’Italia, In Viaggio. Ha già al suo attivo nove libri pubblicati, compreso il saggio biografico Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo che si è aggiudicato numerosi premi e il recente Forse non tutti sanno che nelle Marche....
Un disastro chiamato amore è il suo romanzo d’esordio. Grazie al suo lavoro, Chiara ha avuto la fortuna di conoscere personalmente i personaggi a cui questo romanzo si ispira, con particolare riferimento al figlio di Audrey Hepburn, Sean Ferrer.


Conosciamoci un po'...come è nata la tua passione per la scrittura? Ci sono dei libri che ti hanno particolarmente ispirata?

La mia passione per la scrittura è nata insieme a me, nel senso che c'è sempre stata: non tanto come una vera e propria passione, ma come una necessità. Io credo che scrittori si nasca, non si diventi: si affina la tecnica e ci vogliono tanti anni di esperienza per migliorare, ma la spinta e il talento solitamente sono innati. 

Mi chiedi di libri, allora ti sintetizzo quanto ho appena detto con una frase: "Egli è stato sempre, sempre nel mio spirito: non come un piacere, allo stesso modo ch'io non sono sempre un piacere per me stessa, ma come il mio proprio essere". 
Cime Tempestose, Emily Bronte

Io amo i classici, tutti quanti, e li ritengo la base per ogni persona che lavori con la cultura o con l'arte. Non si può scrivere, né leggere, senza prima essere passati da Dickens, Flaubert, Hemingway, il romanticismo inglese e tedesco, i russi. Per quanto mi riguarda sono rimasta ferma all'Ottocento, nelle lande e nella brughiera. Adoro quel perido storico (soprattutto i vestiti), nonostante sia perfettamente consapevole che con la mia salute cagionevole sarei morta al primo acquazzone primaverile.


Nei ringraziamenti parli delle circostanze in cui hai scritto "Un disastro chiamato amore". Come si è fatta strada nei tuoi pensieri questa storia?

Perché quando si è un disastro si finisce per combinare tante di quelle figuracce che sembra davvero un peccato non raccontarle in un libro. E a dire il vero ne ho dovute lasciare fuori tante, a sufficienza per un seguito, anche perché continuo a farne di tutti i tipi. Questa commedia mi è stata chiesta e richiesta da fidanzati e amici per tanto tempo, così ho colto l'occasione di una malattia per mettermi finalmente a scrivere il libro. Ovviamente le gaffe da sole non bastavano, perciò insieme alla mia agenzia e alla casa editrice piano piano abbiamo fatto nascere una storia più complessa, di cui sono contenta. Il resto lo ha fatto l'incantevole scenario del Golfo dei Poeti. 


Vivienne è buffa, goffa e veramente comica. Quanto c'è di te nel suo personaggio?

Tutto. Vivienne è il mio alter ego letterario, e se quando l'ho raccontata mi sono ispirata a me, adesso nei momenti più disparati mi succede di pensare: "Caspita, sono proprio lei!". Agiamo e pensiamo allo stesso modo, soprattutto per quanto riguarda la visione catastrofica della vita. Sai com'è... sempre essere preparati al peggio! :)


Alex, il protagonista maschile, nonché new entry tra i miei fidanzati di carta, è bello, dolce e tenero. Nella sua caratterizzazione ti sei ispirata a qualcuno?

Caratterialmente ho preso spunto dal figlio di Audrey Hepburn, Sean Ferrer, che ho avuto il privilegio di conoscere qualche tempo fa. Anche lui, come Alex, ha deciso di vivere in Italia, in Toscana per la precisione, terra che a me sembrava troppo inflazionata per raccontarla in un altro romanzo. Sempre come Alex è stato presidente di una fondazione umanitaria - l'Audrey Hepburn Children's Fund - che ha come scopo quello di fare beneficenza a favore dei bambini nei Paesi poveri, tenendo in vita il ricordo della madre. Di lui mi hanno colpito la solidarietà, l'animo generoso, il volersi mettere in discussione nonostante le origini da cui proviene. 
Se invece parliamo da un punto di vista prettamente fisico, il mio modello è Henry Cavill, l'attore che interpreta Superman, nonché mio futuro marito, nonostante lui non sia ancora al corrente di questo dettaglio.

(NB: Qualcuno traduca questa intervista in inglese e gliela faccia pervenire, per favore. Visto mai... Rossana Podestà in questo modo conobbe il suo grande amore Walter Bonatti, come racconto anche nel libro relativamente al primo incontro tra Elisabetta Grimaldi e George Lennyster). 


È impossibile non innamorarsi della cornice in cui hai ambientato il libro. Parigi è molto bella, ma il Golfo dei Poeti sembra davvero un luogo speciale. Perché hai scelto questo scenario?

Perché è effettivamente magico. Basta visitarlo una volta, meglio se in primavera o in autunno, e se ne resta incantati. Pochi sanno che Porto Venere è Patrimonio Unesco insieme al Parco delle Cinque Terre, a un tiro di schioppo da Firenze e dalla Toscana. Inoltre ogni angolo qui è imbevuto di storia, cultura e letteratura: non per niente fu la terra degli Shelley e di molti altri intellettuali, ma questo lo potrete scoprire direttamente dalle parole di Alex.




Hai scritto altri libri, ma questo è il tuo primo romanzo, il tuo debutto nella narrativa. Cosa provi? Quali sono le tue aspettative e le tue paure? Cosa vorresti trasmettere ai lettori?

Nonostante sia il mio decimo libro, è tutto molto nuovo per me e incredibile. Non è come scrivere di varia. Il libro è uscito solo da qualche giorno, deve ancora raggiungere qualche libreria, ho fatto appena un'intervista e una presentazione, ma già le blogger si sono scatenate, mi arrivano tantissime foto e commenti deliziosi da parte di ragazze che mi contattano da tutta Italia perché stanno leggendo il mio libro e se ne sono innamorate. E' una sensazione bellissima! 
Mia madre mi ha fatto vedere che su Instagram (notare il fatto che mia mamma sia più tecnologica di me) è attivo un Giveaway - gioco di cui io ignoravo completamente l'esistenza - con un centinaio di persone che stanno partecipando per vincere una copia del mio romanzo in palio. Per ora è tutto fantastico, ma ho messo in conto che arriveranno inevitabilmente anche le recensioni "feroci", come direbbe Vivienne.

Nel mio blog non manca mai la musica, ogni libro è accompagnato da una colonna sonora. Scegli tre canzoni per la tua storia e, se vuoi, motiva la tua scelta.

"Myracle of love" degli Eurythmics perché è la canzone che accompagna uno dei momenti più emozionanti e romantici del libro, cioè quando finalmente - dopo mille peripezie - Alex e Vivienne riescono a fare l'amore.




 
"Summer of '69" di Bryan Adams perché è la canzone sulle cui note Vivienne si lascia andare per la prima volta ad Alex, durante un concerto a Genova, nonché colonna sonora della mia adolescenza.



"Every breath you take" di Sting e i Police perché ha un significato speciale per me e perché mi è stata dedicata dai miei amici musicisti durante la prima presentazione ufficiale del libro a Firenze.



Ringraziando Chiara per la sua disponibilità e la spontaneità con la quale ha risposto alle domande, vi ricordo che potete seguirla sul suo sito www.chiaragiacobelli.com oppure su Fb o mettendo Mi Piace alla pagina del libro, Twitter e LinkedIn.

Ora non vi resta che correre in libreria e acquistare "
Un disastro chiamato amore" perché, fidatevi, ne vale davvero la pena!



Commenti

  1. Bellissima intervista e molto interessanti le scelte musicali dell'autrice!!!
    Mi è venuta ancora più voglia di leggere questo libro
    Un bacione

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  2. Ciao Giorgia! Sto per iniziare questo libro, e dopo l'intervista che hai fatto all'autrice sono sempre più propensa!
    Un abbraccio!!!

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    Risposte
    1. Ciao Roberta :) Preparati per una lettura davvero carina! Un bacione :*
      P.s. Ho appena scoperto il tuo angolino *___*

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