"L'uomo che inseguiva i desideri" di Patrick Phaedra

Cari lettori,
qualche settimana fa sulle pagine social della casa editrice Garzanti ho visto un libro dalla copertina bellissima. Sono rimasta talmente colpita che sono andata subito a leggerne la trama e il mio "amore a prima vista" è stato confermato. Tale sensazione non è svanita nemmeno dopo la lettura, perché "L'uomo che inseguiva i desideri" è davvero una piccola perla!



"Certa gente vive il presente e non si guarda indietro. Perché guardare al passato se si è felici?"


Trama.
Da un anno, ogni mattina, Arthur Pepper si sveglia alle sette e compie con esattezza gli stessi gesti. Si veste seguendo un ordine preciso, mangia una fetta di pane tostato, poi alle otto e mezzo si mette a sistemare il giardino. Questo è l'unico modo per superare il dolore per la perdita dell'amata moglie, Miriam, dopo tutta una vita passata insieme. Solo così gli sembra di poter fingere che lei sia ancora con lui. Ma il giorno del primo anniversario della sua scomparsa, Arthur prende coraggio e decide di riordinare gli oggetti di Miriam. Nascosta tra gli stivali, vede improvvisamente una scatolina. Dentro c'è un braccialetto con dei ciondoli: sono a forma di tigre, fiore, elefante, libro e altri piccoli oggetti. L'uomo sulle prime è perplesso; la moglie non indossava gioielli. Ma poi guarda con più attenzione e si accorge che su un ciondolo è inciso un numero di telefono, che Arthur non può fare a meno di chiamare subito. È l'inizio della ricerca e delle sorprese...

Perché leggerlo?

La storia di Arthur mi ha ricordato lontanamente quella della protagonista di "Mangia, prega, ama". E considerando che quel libro si trova ancora sul mio comodino in attesa che io trovi la giusta predisposizione d'animo per finirlo, credevo che "L'uomo che inseguiva i desideri" avrebbe avuto lo stesso destino. 
Invece, complice una giornata a Torino, che mi ha "costretta" a ore di treno e poi a lunghe pause tra una camminata e l'altra, Arthur è stato il mio compagno di viaggio per tutto il tempo e non ho smesso di seguire con trepidazione le sue avventure fino alla fine.
Questo libro è delicato, una carezza per i cuori ammaccati, e porta una ventata di ottimismo.
Arthur Pepper è un vedovo che ha perso il punto fermo del suo mondo, sua moglie, e che trova conforto dal dolore nella routine e nell'isolamento dal mondo.

"Tu non sei mai stato una causa persa, Arthur. Solo uno che aveva smarrito un po' la strada".

Il ritrovamento di un misterioso braccialetto, lo porterà però ad affrontare un viaggio che gli ridarà la voglia di vivere, di aprirsi agli altri, di donare il suo amore e di essere felice.
Ciò che rende questa storia speciale non è l'emergere di una Miriam sconosciuta, ma il percorso compiuto dal protagonista. Vediamo la sua lenta evoluzione attraverso le esperienze che vivrà tra Londra, Parigi e l'India. Scoprirà che uscire dalla propria comfort zone non è un dramma e che, anzi, si può rivelare un' occasione per sperimentare nuove sensazioni. Imparerà che le persone possono stupire, non per forza in negativo, e capirà che non è mai troppo tardi per riallacciare rapporti che col tempo si erano allentati.
A questo proposito, altro punto di forza del libro sono i personaggi che circondano Pepper: tutti positivi, o quantomeno, utili alla sua crescita personale. Lucy e Nathan, il figlio della vicina, mi hanno rubato il cuore con la loro fragilità, che si rivela essere un meraviglioso pregio.
Infine ho apprezzato tanto il fatto che, nonostante Arthur abbia settanta anni, affronti il suo viaggio con lo spirito di un bambino. Innocenza e tenerezza fanno parte di lui e contagiano il lettore.
Vi consiglio di non lasciarvi sfuggire questo libro se siete alla ricerca di buoni sentimenti e di una "favola per adulti" perché vi garantisco che "L'uomo che inseguiva i desideri" vi farà sognare!


Qui trovate l'emozionante booktrailer





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