"Sono cose da grandi" di Simona Sparaco

Buongiorno amici, 
è venerdì e vi voglio consigliare una splendida lettura per il weekend. 
"Sono cose da grandi" di Simona Sparaco merita tutta la vostra attenzione perché è una lettura che io paragonerei a un abbraccio: fa sentire compresi e al sicuro, e riscalda il cuore ormai reso freddo e quasi insensibile dal male che ci circonda.




Trama.

È possibile spiegare a un bambino l'esistenza del male? Con voce intensa, precisa, intima, una madre guarda dentro di sé per cercare una risposta.
«Questa lettera ha inizio nell'estate dei tuoi quattro anni. Quando le mie paure si sono schiuse davanti alle immagini di una strage. Poco dopo la Terra ha tremato. E anche io sono stata contagiata da quel tremore, perché l'ho avvertito in te.»

Un giorno, davanti alla televisione, per la prima volta Simona riconosce negli occhi del figlio la paura. E non è la paura catartica delle fiabe, è quella suscitata dalla violenza del mondo. La frase usata fino ad allora per proteggerlo «sono cose da grandi» non funziona più. Così decide di rivolgersi a lui, con semplicità, per dirgli ciò che sulla paura ha imparato. Ma anche per raccontargli la dolcezza di una vita quotidiana a due, tra barattoli pieni di insetti e scatole magiche dove custodire i propri desideri. Scrivendogli scopre la propria fragilità, e in questa fragilità, paradossalmente, una forza. In questo tempo incerto e minaccioso, una madre prova a decifrare il mondo per suo figlio, reinventandolo attraverso i giochi e le storie che crea ogni giorno per lui.

Perché leggerlo?

Mi sono presa la briga di contare quanti segnapagina ho usato in questo libro. Sono 10 e mi ricordano che ho sottolineato altrettante frasi che mi hanno colpita e commossa. Sì, perché sin dalle prime pagine del libro, i miei occhi si sono riempiti di lacrime pensando al bene sconfinato che una mamma prova per il proprio figlio.
In questo libro Simona Sparaco mostra i limiti che ognuno di noi ha; parla di paure, amore, vita, famiglia, desideri e coraggio, ma anche degli errori che, inevitabilmente, si commettono. 
È uno sfogo nel quale ci possiamo riconoscere tutti e, leggendolo, viene voglia di circondare l'autrice in un tenero abbraccio e rassicurarla sul fatto che andrà tutto bene. Per lei, per Diego e per noi.
Ho amato la scrittura di Simona perché sembra quasi di ritrovarsi in una delle tante storie che lei inventa per suo figlio Diego, per spiegargli come va il mondo: è un linguaggio semplice, ma allo stesso tempo disarmante.
In "Sono cose da grandi" è racchiusa quella che per me è la chiave di lettura della vita intera: l'amore. 

L'amore, invece, è una sorta di convertitore. Un laser che ingigantisce tutto e ci rende capaci di gesti enormi. Come la solidarietà espressa attraverso qualsiasi forma di aiuto. O gli abbracci in cui riprendi fiato. Le schegge di memoria che donano un perché al nostro vivere, e anche al morire.

Tutti noi dobbiamo ricordarci, e ricordare ai nostri figli, che questo sentimento puro e bellissimo illumina la nostra esistenza e rende sopportabili i momenti di dolore. 
È l'amore che spinge i volontari a prendersi cura dei terremotati, è l'amore che guida i soccorritori che aiutano i migranti. È sempre l'amore a tenere unito ogni tipo di famiglia (ho adorato le pagine che l'autrice ha dedicato al tema!) e a renderci capaci di diventare le persone che abbiamo sempre voluto essere. 
E, infine, è con le unghie e con i denti che dobbiamo difendere l'amore per la vita, che rischia di essere oscurato dalle violenze e dagli attentati che minacciano di paralizzare la nostra quotidianità. 

Il libro di Simona Sparaco è uno di quelli da avere nella propria libreria, da rileggere ogni volta che la nostra fiducia nel mondo viene meno.

E la scelta musicale non è casuale...



I hear babies cry
I watch them grow
They'll learn much more
Than I'll never know
And I think to myself
'What a wonderful world!'
Yes, I think to myself
'What a wonderful world!'


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